Intermediari e mediatori, colpevoli di frode

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di Redazione 26 Settembre 2008 | 16:00
Intermediari e mediatori tornano sul banco degli imputati. La senatrice Maria Ida Germontani annuncia nuove regole più stringenti per il mondo assicurativo. In arrivo un testo unico ad hoc per il settore.

Scoppiano le crisi, si contano i feriti e si cercano subito i colpevoli. La dinamica è sempre la stessa, così come non cambia la caccia alle streghe che si scatena dopo un default che coinvolge anche i piccoli risparmiatori.  Anche  dopo il crack di Lehman Brothers sul banco degli imputati sono finiti gli hedge fund (simbolo degli  strumenti alternativi  pericolosi e dannosi per tutti gli altri operatori del mercato) e gli intermediari finanziari (che  come sempre pensano  solo ai propri interessi e non a quelli del cliente finale).

L’attacco agli hedge fund è partito dalla Sec con il divieto della vendita allo scoperto, ed è stato seguito dal Parlamento Europeo che, ignorando il Commissario per il Mercato Interno Charlie McCreevy (estremo difensore del libero mercato che invita a risolvere i problemi del sistema bancario), ha chiesto nuova trasparenza e nuove regole per il mondo degli hedge fund (e non solo).

L’attacco agli intermediari arriva direttamente dall’Italia. A scagliarlo la senatrice Maria Ida Germontani, componente della Commissione Finanze di palazzo Madama, che ha annunciato per le prossime settimane un testo unico per la creazione di un sistema di prevenzione delle frodi nel settore del credito a consumo e dei pagamenti dilazionati o differiti ed in quello assicurativo. Nel testo unico, che si interverrà sul tema del sempre più frequente ricorso a forme di pagamento dilazionate nel tempo con l’intento di ridurre le frodi e tutelare i consumatori, rientrano gli intermediari e mediatori finanziari che svolgono un “ruolo delicato”.

Come ha precisato la senatrice del Pdl “l’ipotesi sulla quale si sta lavorando  è di puntare a rendere queste due figure realtà professionali con specifici requisiti che ne garantiscano professionalità e serietà. Un modo per rafforzare la tutela e la protezione dei consumatori e limitare il fenomeno delle frodi in questo settore”.

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