Il Btp piace sempre di più agli italiani

Il Btp fa furore. Grazie ai tassi generosi, nel corso dell’anno si è rivelato il prodotto perfetto nell’ambito del reddito fisso, oltre ad essere un ottimo antagonista del risparmio gestito.

Insomma, volente o nolente, alla fine tutti hanno dovuto fare i conti il Btp, che ha comunque causato dolori ai risparmiatori – ad esempio chi ha venduto prima della scadenza – oltre a doversi misurare con un debito pubblico sempre crescente, con una gigantesca mole di emissione lorde, con emissione nette intorno agli 80 miliardi.

La Banca Centrale Europea, però, dal canto suo, non molla il pugno duro relativo alla riduzione dei rinnovi dei bond in scadenza, e per l’Italia nel 2024 si stima una minor domanda di Btp da parte della Bce per circa 40/45 miliardi.

Da inizio anno, comunque, sono usciti dai depositi bancari 86 miliardi, assottigliando i forzieri della raccolta del 4,64% rispetto alla fine del 2022. Musica decisamente diverse, invece, per i prodotti finanziari gestiti: gli ultimi dati di Assogestioni parlano infatti di un saldo netto in rosso per 32,5 miliardi a inizio anno a fine settembre. Non è andata meglio nemmeno al settore assicurativo, con il ramo Vita che ha visto deflussi per 10,7 miliardi di euro.

Il Btp, quindi, ha intercettato forti flussi di risparmi delle famiglie: i Btp Valore e la quota retail del Btp Italia di marzo hanno infatti assicurato allo Stato quasi 45 miliardi, e da gennaio a fine luglio i privati hanno comprato titoli di Stato per 83 miliardi di euro. In generale, quindi, un grande successo per il tesoro. Ma anche l’estero ha avuto la sua parte in tutta questa positività: se nel 2022 era stato venditore netto per 70 miliardi, quest’anno ha invece acquistato per circa 36.

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