Asset allocation: fintech sotto la lente

L’innovazione permea l’intera economia e il settore finanziario non fa di certo eccezione. Le fintech stavano pian piano decollando prima del Covid ma con le chiusure e la digitalizzazione dell’economia hanno beneficiato di una netta accelerazione. Inoltre, in un contesto caratterizzato da bassi tassi di interesse, i finanziamenti erano accessibili e a buon mercato e hanno così favorito la loro crescita e il loro sviluppo. Molte applicazioni finanziarie moderne si sono quindi sviluppate nell’universo dei pagamenti digitali contactless, dei nuovi prodotti assicurativi, dello shadow banking, dei prestiti al consumo nell’e-commerce e anche delle criptovalute.

Negli ultimi due anni, l’inflazione e l’aumento dei tassi hanno fatto salire il costo del   finanziamento delle attività neo-finanziarie portando il settore a subire un rallentamento. L’interesse degli investitori è pure scemato a causa della scarsa redditività dei concetti più innovativi. La fintech svedese, ad esempio, specializzata nei pagamenti frazionati, Klarna, era il più grande unicorno europeo nel 2021 con una valutazione pari a 45,6 miliardi di dollari. Nel 2022, in occasione di una raccolta di capitali, la sua valutazione è scesa dell’85%. Eppure, nonostante questo contesto difficile, il settore delle fintech ha generato un fatturato pari a 194 miliardi di dollari nel 2023 e se ne prevede un tasso di crescita vicino al 20% annuo tra il 2023 e il 2028.

L’AI generativa come punto di inflessione

Hanno contribuito all’ascesa dell’Intelligenza Artificiale (AI) lo sviluppo della potenza di calcolo, in crescita esponenziale da oltre 60 anni, e la proliferazione del cloud e dei dati. Pensiamo che l’avvento dell’AI porterà un rinnovo del settore delle fintech, alimentato da nuove opportunità di crescita perché questo settore genera un’enorme quantità di dati, una materia prima che può essere assorbita, trasformata e resa accessibile dall’AI. Le fintech che offrono prestiti o polizze assicurative saranno in grado di migliorare l’esperienza del cliente compensando la mancanza di presenza fisica. Anche l’AI generativa sarà fondamentale e i chatbot interagiranno con gli utenti per aiutarli nell’onboarding e nella vendita di questi servizi finanziari. Del resto, queste AI saranno anche in grado di analizzare il rischio di credito degli utenti.  I rischi potranno essere studiati in modo esaustivo affinché l’offerta proposta possa essere adattata al profilo dell’utente con dei vantaggi anche nel rilevamento delle frodi. Questo processo non solo si tradurrà in un risparmio per le aziende che forniscono servizi di pagamento digitale ma rafforzerà anche la fiducia.

Operatori in settori diversi

Questo rinnovo della fintech sta contribuendo alla nascita di nuovi operatori come Acheel, un servizio assicurativo premiato di recente con i Trofei dell’Innovazione di LBP AM, la cui applicazione per l’assicurazione casa sta attirando un numero sempre maggiore di utenti grazie ai prezzi competitivi e a un’esperienza 100% digitale e automatizzata.

Questo mercato attrae anche attori affermati del settore tecnologico come AWS, convinti del potenziale senza precedenti dell’AI generativa. La controllata cloud di Amazon ha, tra l’altro, lanciato un acceleratore dedicato alle fintech che utilizzano l’AI generativa, un programma globale incentrato sui servizi finanziari. Lo stesso vale per il settore automobilistico. Tesla, la maggiore casa automobilistica al mondo per capitalizzazione di mercato, offre ora la propria assicurazione auto che può essere stipulata all’interno del veicolo stesso, riducendo così al massimo l’attrito nell’acquisizione di nuovi clienti. L’azienda raccoglie anche i dati di guida degli utenti – con il loro consenso – viaggi effettuati, orari, velocità, errori di guida e così via, che vengono analizzati per calibrare il prezzo della polizza, quasi in tempo reale. La tariffa cambia in base al comportamento al volante, incoraggiando una guida esemplare per ridurre i costi. Gli esempi si stanno moltiplicando. Il mercato dell’AI generativa nel settore finanziario dovrebbe raggiungere i 27.430 milioni di dollari entro il 2032, rispetto ai 1.897 milioni di dollari del 2023.

Protagoniste delle mutazioni nel settore dei pagamenti in particolare e della finanza in generale, le grandi banche tradizionali non sono da meno. L’istituto statunitense JP Morgan, ad esempio, ha un budget tecnologico annuale che supera i 16 miliardi di dollari, e più di 100.000 ingegneri e sviluppatori che lavorano costantemente per migliorare i prodotti, i sistemi di analisi e il controllo dei rischi. Un altro obiettivo è quello di migliorare l’esperienza del cliente, rendendola sempre più digitale e personalizzata. A livello interno, l’AI generativa contribuisce ad automatizzare le attività più noiose e a velocizzare, in particolare, le analisi predittive. L’adozione dell’AI nel settore finanziario sta accelerando. Secondo noi sarà una tendenza a lungo termine che porterà a opportunità senza precedenti.

A cura di Rolando Grandi, gestore azioni internazionali tematiche de La Financière de l’Echiquier

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