Mercati: cosa succede ora?

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di Manuela Tagliani 30 Settembre 2008 | 07:45
Il voto contrario al piano di salvataggio delle banche (e della congiuntura economica) del piano del segretario del Tesoro Paulson da parte del Congresso degli Stati Uniti ha avuto un impatto molto negativo sul mercato.

Sono infatti crollati gli indici azionari e le materie prime; è risalito il dollaro-ma solo perché si teme che il fututo dell’economia europea sia molto gramo-ed è salito ancora il reddito fisso, l’unico bene rifugio (con l’oro) in questa fase di mercato.

Il piano è stato rigettato sopratutto dai repubblicani, ritenendola probabilmente l’unica mossa in grado di fare risalire nei sondaggi il candidato Mc Cain, dato che i democratici erano a favore della sua approvazione.

Cosa potrebbe succedere adesso?

Rigettiamo l’ipotesi di un nuovo 1929 e di una grande depressione a livello mondiale. I paracadute di un’azione coordinata da parte dei governi sono ancora molto ampi.

L’elemento grave è che gli Stati Uniti, la locomotiva principale dello sviluppo dal dopoguerra, stanno perdendo oltre alla leadership politica anche quella economica. E’ perciò necessario in primis un intervento concertato delle principali banche centrali, che come nei giorni passati anche oggi non mancherà.

Le banche centrali garantiranno quindi liquidità ai grandi gruppi finanziari in difficoltà. Il secondo passo è un intervento diretto dei governi a salvaguardia dei propri interessi sull’esempio di ieri della Gran Bretagna e del Be-ne-lux.

Inoltre domani Paulson ripresenterà (probabilmente con qualche modifica di facciata) il suo piano al Congresso con maggiori probabilità di riuscita, dopo la reazione del mercato di ieri.

Il punto successivo potrebbe essere un piano coordinato, dei principali paesi industrializzati. magari che includa anche Cina e Russia. In modo da aiutare il sistema finanziario, cercando di riscrivere delle regole che eliminino o per lo meno corcoscrivano, le storture degli ultimi anni (sopratutto il famigerato Gramm-Leach-Biley del 1999 negli Stati Uniti).

Infine ipotizziamo che Obama stia volando nei sondaggi, in vista delle elezioni presidenziali a novembre negli Stati Uniti.

Il mercato guarda avanti e probabilmente, dopo la reazione emotiva di ieri, sta già pensando che ci saranno nuovi interventi forse anche più efficaci del piano di Paulson preso a se stante.

Le borse asiatiche hanno infatti contenuto le perdite. Non escluderemmo che dopo una reazione iniziale negativa, anche l’Europa (che ha già perso molto ieri) possa ricominciare a reagire. Il dollaro dovrebbe invece continuare ad apprezzarsi.

Alcune note positive. Effettiva ieri la fusione tra Anheuser e Inbev che crea il produttore di birra leader a livello modiale mondiale. Fiat allo stesso tempo aumenta i suoi investimenti in Serbia.

Non dimentichiamo infatti che, a fronte di un mondo finanziario malato grave, c’è un economia reale che per il momento è ancora sana.

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