Asset allocation, mercati emergenti: l’outlook di Mirabaud AM

“L’anno nuovo spesso porta con sé nuovi inizi e opportunità: per le azioni dei mercati emergenti (EM), il 2024 potrebbe offrire molto di ciò che è stato previsto ─ ma non si è concretizzato ─ nel 2023. Dodici mesi fa, il mercato aveva prezzato rapidamente una ripresa trainata dalla Cina, per poi cambiare idea quando il ritmo della ripresa è stato deludente. Ora, però, ci sono più fattori da considerare“. Parola di Charles Walsh, Emerging Markets Equities portfolio manager di Mirabaud AM, che di seguito illustra questi fattori.

I precedenti storici suggeriscono che, quando la crescita degli EM supera quella dei mercati sviluppati e questi ultimi non stanno attraversando una profonda recessione, le azioni EM tendono a sovraperformare. Questo però non si è verificato nel 2023, soprattutto perché la crescita del PIL degli EM ha superato quella dei mercati sviluppati, ma non si è tradotta in un ampio ciclo di crescita degli utili societari. L’attesa ripresa degli utili è stata ritardata da vari fattori, tra cui i problemi del settore immobiliare cinese, la debolezza del sentiment dei consumatori e la riduzione delle scorte nelle supply chain tecnologiche. Ora stiamo assistendo a tentativi concertati di sostenere il settore immobiliare cinese e di ripristinare la fiducia dei consumatori. Allo stesso tempo, i risparmi delle famiglie sono ai massimi storici.

Inoltre, un nuovo ciclo di sostituzione delle tecnologie di consumo sembra destinato a coincidere con il ritorno delle scorte a livelli normali. Tutto ciò rappresenta il potenziale per una ripresa del ciclo degli utili societari.

Storicamente, il periodo immediatamente successivo al picco dei tassi USA vede normalmente le azioni EM sovraperformare quelle dei mercati sviluppati, in parte grazie ai benefici derivanti dal graduale indebolimento del dollaro USA. Se negli Stati Uniti ci sarà un atterraggio relativamente morbido, come attualmente previsto, anche i Paesi emergenti più dipendenti dalle esportazioni dovrebbero essere protetti dal problema dell’indebolimento della domanda. Uno scenario “goldilocks” negli Stati Uniti, caratterizzato da un’inflazione più bassa, da un’occupazione solida e da consumi resistenti, nonché da un calo dei tassi d’interesse, è uno dei contesti economici più favorevoli per le azioni degli EM.

I tassi d’interesse più bassi a livello globale nel 2024 aprono la strada alla riduzione dei tassi EM a sostegno della crescita economica. Paesi emergenti come Brasile, Cile e Polonia hanno già iniziato i loro cicli di tagli ─ segno che le pressioni inflazionistiche sono state affrontate più rapidamente che nei paesi sviluppati. Questo crea l’opportunità di sostenere le imprese e i consumatori degli EM con tassi di prestito più bassi, dando ulteriore slancio a un nuovo ciclo di crescita degli utili societari.

Quali sorprese ci attendono nel 2024?

Dopo un periodo difficile per l’asset class, nel 2024 abbiamo molti motivi per essere ottimisti. Stiamo entrando in un contesto globale caratterizzato da tassi più bassi, un dollaro USA più debole, occupazione solida e consumatori globali in salute. Allo stesso tempo, vediamo una normalizzazione dei livelli delle scorte, un ciclo di sostituzione nel settore tecnologico e l’inizio di un nuovo ciclo degli utili societari. Nel complesso, il 2024 potrebbe sorprenderci come non è riuscito a fare il 2023.

 

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