Piazza Affari: panico sui bancari

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di Marco Mairate 1 Ottobre 2008 | 09:58
Giornata nervosa sul listino milanese. Dopo il congelamento per eccesso di ribasso di UniCredit (-8,01%), ora anche Intesa Sanpaolo (-6,63%) e Banco Popolare (-6,70%) arrivano a perdere oltre 6 punti percentuali. Pesanti Ubi Banca (-4,67%) e Mps (-4,31%). Nessuna notizia è ancora circolata sulle motivazioni che portano a tale tracollo ma è ovvio pensare alle tensioni nel mercato interbancario.

Dopo UniCredit anche Intesa Sanpaolo e Banco Popolare vengono sospese per eccesso di ribasso. Il gruppo bancario guidato da Corrado Passera segna un ultimo prezzo di 3,64 euro (-6,37%).  Male anche Banco Popolare che arriva a toccare 10,13 euro prima di essere congelata al ribasso (-7%).

UniCredit

Il titolo sta soffrendo anche il fronte tedesco delle sue attività. La recente debacle di Hypo Re e il succesivo piano di salvataggio orchestrato dal Governo tedesco, quasi sicuramante coinvolgerà anche Piazza Cordusio. “Negli stati Uniti i grandi gruppi come Bank Of America stanno sostenendo gli istituti più piccoli – una situazione simile avviene in Germania e UniCredit non è esclusa” spiega a Bluerating un trader che non vuole essere citato.

Crolla Intesa Sanpaolo

Nessuna notizia a sostegno di un tale tracollo, ieri  Intesa Sanpaolo ha concluso il collocamento del bond subordinato lower tier II: si tratta di una obbligazione a tasso fisso a 7 anni con rimborso del capitale in cinque quote annuali costanti a partire dal 30 settembre 2011. Stamattina inoltre, gli analisti di JP Morgan hanno avvertito che nel secondo semestre del 2008 le principali banche europee, tra cui Intesa SanPaolo, effettueranno svalutazioni pari a 28,4 miliardi di euro, l’anno si dovrebbe quindi chiudere con un totale di 116 miliardi di euro.

Mercato interbancario congelato

Nel frattempo continua l’immissione di liquidità da parte delle principali banche centrali europee. L’istituto centrale di Francoforte ha collocato interamente i nuovi fondi per 50 miliardi di dollari a un giorno offerti stamane.
Il dato conferma le tensioni sul mercato interbancario dove l’attività continua a contrarsi costringendo ad iniezioni di capitali freschi delle banche centrali.

“Il mercato interbancario, soprattutto in dollari, continua a manifestare forti tensioni – spiega a Bluerating un trader che non vuole essere citato – per questo l’intervento delle banche centrali è importantissimo”. Per quanto riguarda la raffica di sospensioni che hanno colpito altre banche italiane, il trader aggiunge “dopo la sospensione di UniCredit il mercato è andato a colpire IntesaSanpaolo”.

Vendite allo scoperto

Nonostante lo stop alle vendite ‘naked short’ molte piattaforme ondine permettono ancora  ai loro clienti di operare al ribasso con margini di garanzia limitati “non si devono dimenticare le migliaia di trader che operano attraverso i broker online e quando il mercato gira, le posizioni di questi investitori (ampiamente levereggiate ndr) fanno scattare stop loss che provocano ondate di vendite in pochi istanti”.

Europa

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