Obbligazioni: i nuovi collocamenti governativi e corporate sotto la lente

Si è concluso il primo giro del 2024 di riunioni delle principali banche centrali, sostanzialmente confermando le previsioni meno ottimistiche dell’ultimo trimestre 2023, dove si scommetteva su una serie di ribassi dei tassi fin dal primo trimestre in corso. Il contesto di crisi internazionali in corso, Ucraina, Israele e Mar Rosso, pone alto il rischio che l’inflazione possa ripresentarsi, soprattutto per il settore energetico e costi di trasporti e quindi le banche centrali si sono espresse, come nelle attese, con una situazione guardinga che terrà conto degli eventi, intervenendo con graduale ponderazione.

Dopo la riunione Bce della scorsa settimana, in questa era previsto il Federal Open Market Committee dell’istituto centrale Usa, che si è concluso mercoledi sera con la prevista conferma del costo del denaro, con il riferimento per i Fed Fund tra 5,25% e 5,5%. Commentando la decisione di politica monetaria di fronte alla stampa il presidente della Fed, Jerome Powell, ha usato toni meno dovish delle attese, con un impatto sui corsi del dollaro e sui rendimenti dei Treasury, frenando qualsiasi attesa di ribassi entro il mese di marzo. Meglio temporeggiare sui tassi, è il messaggio arrivato dalla banca centrale, perché la lotta all’inflazione prosegue. Il mercato monetario Usa vede a questo punto una mossa espansiva soltanto in maggio. A chiudere il giro delle banche centrali anche la Bank of England, che in linea con le altre, ha confermato gli attuali tassi, aprendo alla possibilità di un taglio di 0,25% nel corso del secondo semestre.

In primo piano in questa settimana anche la prima lettura Eurostat dell’inflazione europea di gennaio, dove le attese degli analisti sono state confermate dai dati che hanno visto un tendenziale scendere al 2,8% rispetto al 2,9% di dicembre.

La risposta sui mercati dei titoli governativi è stata abbastanza tranquilla, con valori che non si sono sostanzialmente differenziati dalla scorsa settimana. Per il benchmark Btp decennale siamo al 3,78% di media per uno spread contro Bund tedesco in area 155. Eurozona quindi ancora con due gruppi di paesi tra il 2-3% ed un altro sopra il 3%; media dei titoli EU al 2,85%. Torna sotto il 4% il Treasury decennale, mentre il Gilt inglese recupera ancora scendendo al 3,8%.

Le nuove emissioni governative sotto la lente

Per la parte mercati si è chiuso il mese di gennaio con una raccolta record, soprattutto grazie al collocamento di nuovi titoli sindacati, che in questi giorni ha visto nuovamente protagonista il Tesoro che ha proposto un nuovo Btp a 15 anni per un totale di dieci miliardi di euro. Il collocamento è stato un successo, il secondo con questo sistema nel mese di gennaio; gli ordini hanno superato i 77 miliardi di euro. Il Tesoro ha deciso sulla base di questi numeri di offrire dieci miliardi per il bond con scadenza in data 1° ottobre 2039. Dunque, il rapporto tra domanda e offerta è risultato di quasi otto volte. Il rendimento del Btp a 15 anni è stato fissato a premio di 11 punti base sul bond con scadenza marzo 2038. Pertanto, esso ha debuttato al 4,22% sulla base di un prezzo di emissione di 99,68. La cedola lorda annua, corrisposta su base semestrale, è stata altresì fissata al 4,15%. Isin IT0005582421, lotto minimo di mille euro con multipli di mille e rating Baa2/BBB+.

Ma l’attività del Tesoro non si è fermata a questo titolo e a inizio settimana era arrivato l’annuncio che attendevano i risparmiatori retail. Infatti il terzo BTP Valore sarà in collocamento a partire da lunedì 26 febbraio e si concluderà venerdì 1° marzo alle ore 13.00, salvo chiusura anticipata. Arriverà a distanza di neppure cinque mesi dalla precedente emissione di ottobre. E anche stavolta si rivolgerà esclusivamente agli investitori individuali o retail. Cambia, tuttavia, la durata del bond: sarà di sei anni, la scadenza sarà fissata a marzo 2030. Anche il Btp Valore marzo 2030 staccherà cedole con cadenza trimestrale come previsto con l’emissione di ottobre. E tali cedole saranno crescenti (step up). Nel dettaglio, il Tesoro ha comunicato che ci sarà un tasso lordo annuale valido per il primo triennio e un secondo più alto per gli ultimi tre anni. Per gli obbligazionisti cosiddetti cassettisti, cioè che acquisteranno il titolo durante il collocamento e lo manterranno in portafoglio fino alla scadenza, è previsto un premio fedeltà dello 0,70% del valore nominale. Nelle precedenti due occasioni, esso venne fissato allo 0,50%. L’emissione avverrà come sempre alla pari, cioè l’investitore pagherà il  prezzo di 100.

Nel resto dell’Eurozona, grande interesse per il nuovo Bund a 30 anni, 15 agosto 2054, collocato per sei miliardi, con richieste che hanno superato i 74 miliardi, alla fine il prezzo è stato fissato a 99,196 con cedola al 2,5% che proietta il rendimento a scadenza al 2,537%. Super performance di grey market, col prezzo arrivato a quota 100, Isin DE000BU2D004 e taglio minimo di 1 euro.

Il terzo deal via sindacato dell’Eurozona, è stato della Grecia che è uscita con un nuovo decennale per quattro miliardi, ricevendo richieste per un totale di 35 miliardi. Il deal inizialmente previsto a rendimento ms+85 è uscito a ms+80 con cedola del 3,375% e prezzo di 99,13 che porta il rendimento a scadenza al 3,478%. Isin GR0124040743 e taglio minimo da mille euro con multipli di mille.

In Francia la città di Parigi, con rating AA, si è rivolta agli investitori con un’offerta di 400 milioni di titoli a scadenza 2044 con cedola del 3,5% e prezzo di 99,561. Il deal è andato molto bene salendo rapidamente sopra 100. Isin FR001400NMM2  e taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille.

La Bei, ente sovranazionale europeo, ha poi emesso un nuovo titolo a 15 anni per tre miliardi, ricevendo oltre 45 miliardi di richieste. Il deal prezzato con una cedola del 3% ed un prezzo di 99,072, esprime un rendimento a scadenza del 3,078%. Quasi inutile sottolineare il successo del deal che è stato subito comprato anche nel grey market con il prezzo salito in area 99,5. Isin EU000A3LT492 e taglio da mille euro con multipli di mille.

Tra gli emergenti, soddisfazione in Costa d’Avorio dopo lemissione del bond in dollari in doppia tranche. Anzitutto, perché è andata molto bene, con ordini per otto miliardi contro un’offerta complessiva di 2,6 miliardi. Il pricing è risultato migliore delle previsioni. E questa era la prima volta per il Paese che si rivolgeva al mercato dei capitali internazionale dal 2017, nonché la prima volta in quasi due anni per un paese dell’Africa sub-sahariana. Infine, i bond in euro hanno reagito positivamente sul mercato secondario, a conferma che il buon esito del collocamento sia stato apprezzato dagli investitori. Nel dettaglio, la Costa d’Avorio ha emesso una tranche sostenibile da 1,1 miliardi con scadenza nel 2033 e un’altra convenzionale da 1,5 miliardi in scadenza nel 2037. Entrambe prevedono un ammortamento del capitale per il 50% rispettivamente nel 2032 e nel 2036. Dalle prime indicazioni era emerso che il bond sostenibile offrisse una cedola dell’8,375% e l’altro dell’8,875%. Alla fine dei conti, il Tesoro ha potuto spuntare condizioni migliori: 7,875% e 8,5% rispettivamente. Rating assegnato alle obbligazione della Costa d’Avorio: BB-/Baa3.

I nuovi bond corporate sotto i riflettori

Sempre buona l’attività dei corporate anche se la presenza dei “big name” è stata inferiore in quanto una buona quantità di funding era stata svolta nelle precedenti settimane.

Banca Iccrea, capogruppo del gruppo Bcc Iccrea, conclude con successo il collocamento di un nuovo social bond senior preferred destinato a investitori istituzionali per un ammontare di 500 milioni di euro e scadenza sei anni (5 febbraio 2030), con l’opzione per l’emittente di procedere al rimborso anticipato al 5 febbraio 2029. Boom di ordini: 3,5 miliardi di euro, circa sette volte l’ammontare offerto, da circa 300 investitori istituzionali. Alla luce delle richieste ricevute, il livello finale di spread è stato pari a ms+180 bps (con una riduzione di 45 bps rispetto alle condizioni iniziali); la cedola annuale è stata, quindi, fissata al 4,25%, più di quanto rende il Btp a dieci anni (3,7%). Il titolo ha un rating atteso di BB+ / BBB- / BBB. Si tratta della terza emissione social del gruppo, i cui proventi serviranno a finanziare Pmi operanti in aree economicamente svantaggiate, giovani imprenditori e imprenditoria femminile.

Un’altra emissione corporate  è quella da parte di Italgas che ha collocato una nuova obbligazione senior (Isin XS2760773411) con scadenza a cinquw anni, 8 febbraio 2029. Prime indicazioni di rendimento in area 120 punti base sopra il tasso midswap. Lotto minimo 100mila euro con multipli di mille. Rating assegnato all’emittente: BBB+.

In Germania è uscito DekaBank Deutsche Girozentrale  che si è finanziato con un’obbligazione senior preferred con scadenza a cinque anni, 8 febbraio 2029, ed ammontare di 500 milioni di euro. L’obbligazione (XS760218003) ha rating Aa2/A ed è stata collocata con un rendimento di 75 punti base sopra il tasso midswap, abbassato dai 105 punti iniziali. Nel dettaglio: cedola 3,25%, prezzo 99.623, rendimento 3.333%, taglio 100mila euro con multipli di 100mila.

Investitionsbank Berlin ha iniziato il collocamento di una nuova obbligazione senior a 5,25 anni con scadenza fissata all’8 maggio 2029. Ammontare dell’emissione fissato a 500 milioni di euro. In apertura di collocamento lo spread è stato fissato a 11 punti base sopra il tasso midswap, abbassato nella mattinata a 10 punti base, con ordini raccolti per 950 milioni di euro. Rating AAA, lotto minimo 100mila euro con multipli di 100mila.

Compass Group, multinazionale inglese attiva nel settore della ristorazione, ha lanciato un bond senior Sustainability-linked con scadenza a sette anni il 6 febbraio 2031. Importo dell’emissione compreso 750 milioni di euro. L’emissione, destinata agli investitori istituzionali, è volta a finanziare i futuri fabbisogni del gruppo e a mantenere una struttura finanziaria equilibrata. Il rendimento è stato abbassato a 70 punti base sul tasso midswap dopo ordini per circa 4,1 miliardi di euro. Le prime indicazioni di rendimento erano in area 105/110 punti base. L’obbligazione ha un prezzo di re-offer del 99,84 e pagherà una cedola annua dello 3,25%. La compagnia ha rating A2, Isin XS2758114321 e lotto minimo di 100mila euro con multipli di mille.

In Giappone c’è stata l’emissione di un bond high yeald denominato in dollari USA. Il collocamento è stato di Rakuten, primaria società tecnologica attiva sul mercato della telefonia mobile. Il titolo ha una durata di tre anni, è senior ed il suo importo è stato aumentato da 1 a 1,75 miliardi di dollari nel corso dell’operazione. I proventi raccolti serviranno a finanziare il riacquisto di obbligazioni in scadenza quest’anno. Il titolo offre una cedola del 11,25%, con un prezzo d’emissione a 97,83 che alza di un punto il rendimento finale. Rating BB e Isin USJ64264AG96, con taglio minimo da 200mila dollari con multipli di mille.

Sulla sterlina, doppio deal dell’utility classica inglese, Thames Water, con 275 milioni a scadenza 2031 con cedola del 7,125%, Isin XS2755443020 al prezzo di 99,163 e 575 milioni più lunghi al 2044 con cedola del 7,75% e prezzo d’emissione a 99,069, Isin XS2755443376. Entrrambi i titoli hanno taglio minimo da 100mila sterline con multipli di mille con rating invetment grade Baa1/BBB (Moody’s/S&P).

A cura di Carlo Aloisio, senior bond broker

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