Più cinesi dei cinesi

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di Redazione 2 Ottobre 2008 | 08:20
Per oggi non vi romperò le bailout con vacue considerazioni sul voto del Senato americano, che come potete immaginare ha approvato il piano di salvataggio, di nuovo pronto per tornare domani all’esame della Camera. Non posso nemmeno parlarvi di Cina perché per tutta questa settimana la borsa cinese rimane chiusa per le festività legate al National Day.

Vi parlerò allora di un caso di successo, ossia di una azienda americana “cinese” nell’anima, che è anche la prima multinazionale al mondo per numero di dipendenti (con 2 milioni e 100 mila, distribuiti in 13 Paesi del mondo), che nei suoi 48 anni di vita, ha sempre combattuto per impedire ai sindacati di entrare all’interno dell’azienda e che prevede di ingrandirsi ulteriormente a Shenzhen aprendo nuovi spazi per un investimento di 300 milioni di dollari che si vanno ad aggiungere agli altri 550 milioni di dollari già investiti dal 1996 ad oggi.

Perché una azienda “cinese” pensa di espandersi in Cina? Perché il ministro del commercio cinese, Chen Deming, ha affermato che entro il 2009 la Cina diventerà il maggiore consumer market dell’Asia. D’altronde che spazi di espansione ci possono essere negli Stati Uniti quando sai già che il 40% della popolazione comprerà per questo Natale il 90% dei propri regali da te?

Chi avesse investito nelle azioni di questa multinazionale un anno fa, oggi si troverebbe sorridendo a conteggiare un utile del 35,31%.

Indifferente alla crisi dei consumi e alla recessione questa grande azienda pare avere un solo timore : La vittoria del partito democratico. Sembra infatti questa l’unica paura dei dirigenti del colosso della distribuzione, che guardano preoccupati a una possibile elezione del candidato democratico Barack Obama alla Casa Bianca. I vertici della società americana temono infatti che per la prima volta, con l’appoggio dei democratici al Congresso, vengano approvate leggi federali che rendono più semplice la costituzione di organizzazioni sindacali.

Ma di chi stiamo parlando? Ma di Wal-Mart Stores, Inc. ovviamente.

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