Sarkozy vuole il 'suo' Piano Paulson

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Avatar di Marco Mairate 2 Ottobre 2008 | 11:00
Sarkò ci riprova. Questa volta il Premier francese intende fare le cose in grande e costruire un fondo salva banche da miliardi di euro per evitare il tracollo del sistema finanziario europeo. La proposta, smentita dall’Eliseo, cerca ‘compagni’ nell’inglese Gordon Brown e nella Merkel. Anche l’amico Berlusconi potrebbe farsi sedurre…

Il Presidente francese Sarkozy non vuole correre rischi. Dopo il tracollo che ha colpito il sistema finanziario statunitense e le prime avvisaglie di crisi arrivate in Europa (con Fortis e Dexia), ora anche la Francia vuole il suo piano Paulson.

Secondo la stampa francese, il Presidente, Nicolas Sarkozy, starebbe preparando un piano da 300 miliardi di euro (circa 530 milairdi di dollari) per sostenere gli istituti di credito in crisi. Sarkò non è nuovo a inziative di questo genere, e già nell’aprile (in pieno boom dei fondi sovrani) di quest’anno aveva paventato l’idea di creare un fondo sovrano francese. Idea finita nel dimenticatoio ma che oggi riaffiora sotto una veste tutta nuova e aggiornata.

Il premier francese però vorrebbe coinvolgere anche altri stati nell’iniziativa tra cui il Primo Ministro britannico Gordon Brown. Il leader labourista infatti teme che la sua popolarità (già molto bassa) possa scendere ulteriormente se non agirà subito per tamponare le falle del sistema bancario. In aggiunta Brown è seccatissimo con la vicina Repubblica di Irlanda, che offre garanzie illimitate sui conti correnti e attira i risparmi degli investitori inglesi. Una scelta analoga è stata fatta dalla Grecia, che oggi ha detto di voler garantire tutti i depositi bancari senza limiti di ammontare.

Più difficile sarà la partecipazione degli altri leader europei, tra cui Silvio Berlusconi e Angela Merkel. La Merkel in particolare si è detta contraria al piano, sostenendo che non si metterà a scrivere assegni in bianco per tutte le banche in difficoltà.

Una seconda strada viene proposta da primo ministro olandese, Jan Peter Balkenende, che si oppone alla creazione di un fondo di salvataggio per le banche dell’area Ue, ma propone ai diversi paesi europei di accantonare circa il 3% del Pil nel caso sia necessario iniettare capitale negli istituti finanziari.

“Il piano prevede che ciascun stato membro metta da parte denaro in vista di iniezioni di capitale nelle proprie banche, se necessario. L’idea è di destinare circa il 3% del prodotto interno lordo”, ha dichiarato il premier olandese dopo un meeting con il presidente francese Nicolas Sarkozy.

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