Oggi i Payrolls!

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di Redazione 3 Ottobre 2008 | 08:30
Nonostante l’altissima volatilità dei mercati, nelle ultime ore il mercato dei cambi sembra trovare una maggiore liquidità e una maggiore regolarità nelle oscillazioni giornaliere. Questo non significa che si vada verso una stabilizzazione dei mercati in generale, ma certamente è un segnale per chi opera nel forex e nel mondo valutario.

La stabilità nella ricezione dei prezzi di un mercato non regolamentato (over the counter) è la garanzia principale per chi vi opera e dato che in questa fase di grande crisi avevamo notato un notevole calo della liquidità, avevamo la necessità di capire quando avremmo finalmente rivisto condizioni di normalità. Ma la tensione globale rimane altissima, nonostante il piano Paulson sia stato finalmente votato dal Senato, perché il suo faticosissimo iter prevede ora la votazione della Camera che dovrebbe avvenire oggi, peraltro in concomitanza con la pubblicazione di dati macro assai significativi come i non farm payrolls, ovvero il tasso di disoccupazione del settore industriale e dei servizi (non agricolo), il tasso di disoccupazione generale, e l’Ism del settore dei servizi. Le aspettative sono per un peggioramento del primo a -105 mila contro i meno 84 mila occupati del mese scorso, con il tasso di disoccupazione che dovrebbe secondo le attese rimanere invariato al 6.1% mentre l’Ism dovrebbe segnare il passo e scendere sotto quota 50 dopo un dato il mese scorso di 50.6.
Detto ciò ritorniamo sui movimenti di ieri che hanno visto il dollaro continuare a macinare guadagni contro tutto e tutti, ma soprattutto hanno visto l’Euro perdere costantemente terreno nei confronti delle principali valute. Il movimento dell’Euro appare logico con quella che è la congiuntura nel vecchio continente e con le aspettative sui tassi di interesse, ma ce lo aspettavamo in un momento diverso da quello attuale perché ritenevamo che le condizioni di peggioramento negli Stati Uniti avrebbero concentrato le attenzioni su un eventuale declino del dollaro anziché su un suo recupero.
Ma il mercato si è mosso in anticipo, giocando sul fatto che la crisi si è allargata al vecchio continente, incapace di reagire con la stessa rapidità con cui comunque hanno agito la Fed e il Tesoro Usa.
In aggiunta Trichet ieri finalmente, dopo mesi di reiterato rifiuto a parlare di taglio dei tassi, finalmente si è lasciato andare parlando di una congiuntura economica in deciso rallentamento e della possibilità in futuro  di una riduzione del costo del denaro.

 

EurGbp weekly

Il tutto sta causando una vera e propria uscita dall’Euro, con un declino dei cross a cominciare da EurJpy, sceso in area 145, un prezzo che non vedevamo da anni, con la rottura di 149.50 e per finire all’EurGbp che sta finalmente dando segnali concreti di possibile ribasso di medio termine.
La sterlina, nell’anno dei subprime, si era svalutata del 24% da 0.6600 a 0.8180 ed oggi sembra poter risalire nel caso violasse resistenze che riteniamo cruciali. Il grafico weekly evidenzia le divergenze ribassiste di medio termine, che potrebbero spingere i prezzi in area 0.7400 nel caso di rottura dei supporti che passano in area 0.7700 e 0.7800.
Lo scenario potrebbe finalmente riproporre un indebolimento della moneta unica nel medio termine dopo anni di continuo rafforzamento, e ciò si riflette anche sul cambio EurChf che è sceso e non da per ora segnali di recupero.

EurChf weekly

Lo stesso grafico settimanale presenta una discesa impulsiva che al di là di correzioni di breve termine, dovrebbe portare i prezzi vicino al doppio minimo in area 1.5320, che saranno livelli dove probabilmente il mercato si potrà fermare per poi ripartire. Le resistenze per ora intervengono assai lontane in area 1.6060 e 1.6115.

Per quel che riguarda il breve periodo non escludiamo neppure  la possibilità di vedere un euro scivolare verso 1.3660 che rappresenta un punto storico (ricordate il massimo del dicembre 2004 ?) prima di un significativo rimbalzo mentre il UsdChf dovrebbe salire in area 1.1500, zona dove ci aspetteremmo una correzione importante. UsdJpy nel range 104.80 – 105.80 mentre il cable potrebbe correggere in area 1.7850. EurChf che nel breve dovrebbe risalire parzialmente verso 1.5720 mentre l’EurYen dovrebbe tenere 143.70 per un rimbalzo. EurGbp che potrebbe attaccare i supporti a 0.7800 con AudUsd che dovrebbe scendere ancora verso 0.7630. EurAud ed EurNzd che consolidano e mentre il primo sembra ancora voler salire, il secondo potrebbe anche accelerare al ribasso nei giorni a venire.

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