UniCredit: è aumento di capitale!

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di Marco Mairate 5 Ottobre 2008 | 13:21
Dopo settimane di trepidante attesa, dopo sospensioni al ribasso e al rialzo (poche), ‘finalmente’ anche le banche italiane entrano nella crisi del credito dalla porta principale. Ancora una volta il mercato sapeva (e vendeva i titoli a mani basse) mentre i vertici del Gruppo tranquillizzavano il mercato e i dipendenti dicendo che “il gruppo è solido”. Oggi tutto cambia, e anche l’Italia, finora risparmiata dai dissesti che hanno colpito le banche di tutto il mondo, paga pegno attraverso il primo istituto (globalizzato) del paese.

UniCredit, primo gruppo in Italia e tra i primi cinque in Europa, ha finalmente fatto luce sul reale stato di salute della banca.

La banca che serve 40 millioni di clienti, occupa oltre 170.000 dipendenti e ha 10.185 filiali sparse tra Italia ed Europa,  ha in progetto di varare un maxi piano di ristrutturazione finanziaria per far tornare i conti sui binari giusti e soprattutto riportare l’indice di solidità patrimoniale, Core Tier 1, sopra la soglia del 6,2%.

Il Piano

Secondo i primi dettagli il piano prevede:

  1. Cessione della quota detenuta in Generali Assicurazioni (pari al 3%) che ai valori di mercato dovrebbe valere circa 900 milioni di euro
  2. Aumento di capitale, nell’ordine di 2,3-2,5 miliardi di euro, tramite emissioni di nuove azioni (già ricevuto il via libera dalle Fondazioni) e garantito da un’obbligazione convertibile perpetua
  3. Pagamento del dividendo in azioni anziché cash (circa 3,6 miliardi di euro)

La prova dei mercati

Sceglie la cura pesante Profumo che alla fine deve arrendersi alla crisi del nostro tempo e correrre ai ripari prima che sia troppo tardi. Il manager insieme al collega tedesco, Dieter Rempl, ha già presentato il maxi piano ai principali azionisti e agli investitori istituzionali del gruppo. Telefonata di rito anche al Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi e al Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

L’ad Alessandro Profumo ha riunito i manager per fare il punto sulle misure in cantiere, che saranno portate all’esame del Cda convocato per le 15.00 odierne.  Domani, prima dell’apertura della Borsa, l’intera operazione verrà presentata alla comunità finanziaria.

Il mercato sapeva

Ancora una volta il mercato anticipa gli accadimenti. Nelle ultime cinque sedute di Borsa, il titolo UniCredit era arrivato a perdere fino il 25% del suo valore: nessuno (dentro e fuori) dal gruppo aveva espresso alcuna preoccupazione sullo stato di salute della società, definito ‘solidissimo’ dal vicepresidente, Paolo Fiorentino, che sotto il peso delle continue sospensioni al ribasso, il 3 ottobre scorso aveva smentito qualsiasi aumento di capitale e il taglio del dividendo.

Ai prezzi attuali, UniCredit, si trova allo stesso livello del 1997. Il pessimo andamento di Borsa ha praticamente volatizzato tutto il dividendo 2008 (0,26 euro) e segna una delle peggiori performance nel settore bancario europeo dallo scoppio della crisi (dall’aprile del 2007 ad oggi il gruppo ha perso oltre 60 punti percentuali). Per quanto riguarda il valore dell’acquisizione di Banca di Roma, il titolo aveva già ‘bruciato’ la capitalizzazione dell’istituto romano alla fine del 2007.

Domani la prova più dura: riuscire (ancora una volta) a convincere investitori e azionisti che per andare avanti bisogna mettere mano al portafoglio e magari accontentarsi di un dividendo fatto di carta…

Confronto tra l’andamento del titolo UniCredit e l’indice S&P/Mib (peridoo 5/10/2004   -  5/10/2008)

Cinque anni di UniCredit in Borsa vs S&P/Mib (fonte:Yahoo!Finanza)

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