Criptovalute: l’attesa dell’halving giova al Bitcoin

Ormai mancano meno di due settimane all’halving di Bitcoin. In questo momento sembra che potrebbe avvenire sabato 20 aprile, o al massimo domenica 21, a meno che i miner non inizino a spegnere le loro macchine prima.

Con l’ulteriore aumento del valore di mercato del Bitcoin (BTC) però ai miner conviene cercare di sfruttare al massimo le loro macchine fino al giorno dell’halving, quindi potrebbe persino venire anticipato a venerdì 19, fanno notare da Cryptonomist.ch, che di seguito illustrano nel dettalgio lo scneario per la criptovaluta.

La cosa certa è che avverrà al blocco numero 840.000, e che ora siamo vicini al blocco numero 838.300. In altre parole mancano solamente poco più di 1.700 blocchi, e dato che in media ne viene minato uno ogni nove minuti (o anche meno), nel giro di una decina di giorni abbondante dovrebbero venir minati tutti i 1.700 blocchi rimanenti.

L’effetto sul prezzo di Bitcoin dell’atteso halving

In passato tutti e tre gli halving già avvenuti (2012, 2016 e 2020) hanno avuto un effetto positivo sul prezzo di Bitcoin. Tale effetto però si è manifestato solo mesi dopo l’avvento dell’halving, e ciò cembra non essere ben noto a tutti.

Anzi, purtroppo molti tra coloro che stanno comprando BTC ad oltre 70.000$ l’uno in questi giorni potrebbero essere convinti che dopo l’halving il prezzo salirà ancora, mentre invece potrebbe accadere il contrario.

Sul medio/lungo periodo rimane possibile che l’halving abbia un effetto positivo, ma sul breve periodo potrebbe averlo negativo.

In particolare se molti tra coloro che stanno comprando adesso lo fanno spinti da aspettative positive per l’effetto sul breve termine, tali aspettative potrebbero andare deluse nei giorni appena successivi all’halving.

È possibile infatti che quella in atto sia una sorta di mini-bolla dovuta ad eccesso di entusiasmo ed un po’ di FOMO, e se fosse veramente così sarebbe comunque destinata ad esplodere.

utto un altro discorso invece è quello che si può fare sul medio o lungo periodo, ovvero quando l’halving inizierà effettivamente ad avere effetto sul prezzo di BTC.

Gli speculatori però non sono abituati ad aspettare così a lungo, quindi se le loro attese verranno deluse nei giorni appena seguenti all’halving è possibile che si mettano a vendere ciò che stanno comprando ora mossi da un eccesso di entusiasmo.

Il problema per i miner di Bitcoin dopo il quarto halving

In questo momento, con il prezzo di Bitcoin in crescita, e tornato sopra i 70.000$, i miner stanno facendo affari.

Va infatti sottolineato che la media settimanale dell’hashrate non è ai massimi. L’hashrate di fatto misura quanta competizione c’è tra i miner, ed il livello massimo si è toccato tra il 12 ed il 13 marzo, poco prima che il prezzo di BTC facesse registrare i nuovi massimi storici a 73.800$.

Il livello attuale però è solo di poco inferiore (621 Eh/s contro 628), e c’è da scommettere che nel caso in cui il prezzo torni sui massimi allora anche il record dell’hashrate verrà abbattuto.

Il problema, quindi, sarà dopo l’halving, ovvero quando gli incassi dei miner quasi si dimezzeranno.

Fortunatamente si tratta di un evento ampiamente previsto, e ben noto, quindi tutti i miner sanno già come comportarsi. Molto probabilmente si limiteranno a spegnere le macchine meno efficienti, ed a vendere i BTC accumulati fino ad ora spremendo al massimo le loro macchine.

Inoltre, nelle settimane successive all’halving la difficulty si aggiornerà in automatico, rendendo il problema sempre meno grave, fino al punto in cui semplicemente scomparirà del tutto.

Solo nel caso in cui il prezzo di BTC crollasse, i miner potrebbero davvero avere grossi problemi, perchè la cosa non è prevedibile.

Invece per quanto riguarda il dimezzamento dei BTC incassati la cosa dovrebbe essere stata già ampiamente presa in considerazione da tutti i miner, quindi il problema da questo punto di vista dovrebbe già essere sotto controllo.

L’aumento delle fee

Tutto un altro discorso invece è quello che riguarda il costo delle transazioni on-chain di Bitcoin. Questo infatti dipende dal livello della congestione della rete, che non dipende affatto dall’halving.

L’aumento del valore di mercato di BTC però spesso fa aumentare la congestione, perchè fa aumentare le richieste di transazioni da confermare.

In questo momento vi sono 120.000 transazioni in attesa di essere convalidate dai miner, e raramente ne vengono convalidate più di 4.000 a blocco.

Dato che viene minato un blocco ogni circa 9 minuti, occorreranno almeno quattro ore e mezzo per smaltire la coda, e nel frattempo di sicuro ne verranno inviate altre da convalidare.

Nonostante ciò però le fee non sono a livelli particolarmente alti.

Ad esempio ad inizio marzo la mediana era salita sopra i 7$ per transazione, mentre ora è scesa a 1,3. Ancora a metà marzo era ben superiore ai 3$, quindi la situazione nei giorni scorsi si è stabilizzata.

Oggi però le fee potrebbero di nuovo aumentare, a causa proprio dell’aumento del prezzo di BTC che fa incrementare il numero di transazioni.

A dire il vero anche nei giorni appena successivi all’halving le fee potrebbero aumentare. Infatti è possibile che si ridurrà l’hashrate, e quindi fino a che non si ridurrà in automatico la difficulty il blocktime potrebbe salire bej sopra i 10 minuti.

Questo ridurrebbe il numero di transazioni giornaliere convalidate dai miner, di fatto allungando la coda di quelle in attesa.

Con l’aggiustamento automatico della difficulty, ogni circa due settimane, questo problema verrà completamente riassorbito.

Gli Ordinals

Da notare che da qualche giorno a questa parte sono di nuovo aumentate le transazioni di Ordinals sulla blockchain di Bitcoin.

Per ora, questo incremento non ha ancora portato ad un significativo aumento delle fee, ma se dovesse proseguire potrebbe farlo.

Fortunatamente il livello delle fee attuali non è molto elevato, quindi anche nel caso in cui si verificasse uno scenario simile l’aumento potrebbe comunque risultare contenuto.

In passato però ci sono state delle vere e proprie fiammate, da questo punto di vista, con rapidissime ed amplissime ascese del numero degli Ordinals scambiati on-chain.

Quindi non è da escludere che le fee sulle transazioni di BTC on-chain possano subire dei repentini e significativi aumenti nei prossimi giorni.

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