Borse: Fotografia di un disastro

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di Marco Mairate 6 Ottobre 2008 | 16:15
I listini mondiali chiudono una delle peggiori pagine della loro storia moderna. Dopo un weekend tormentato e scandito da incontri tra i leader europei, riuniti alla corte di Nicolas Sarkozy, nessun piano concreto emerge dai paesi dell’Europa. L’obiettivo di stabilire un fronte comune nella ‘lotta’ contro la crisi di fiducia che sta sconvolgendo i mercati e gli operatori, non viene raggiunto. A fine giornata i monitor di Borsa sono un campo di battaglia: Milano (-8,24%); Cac 40 (-9,04%); Dax (-7,07%); Nasdaq100 (-5,70%); DJIA (-4,41%).

Dollaro

Il mercato dei cambi sta reagendo alla crisi del sistema bancario europeo spingendo al rialzo il dollaro contro la valuta europea. Partito a razzo contro l’euro, il cross Euro/Dollaro arriva a quotare intraday 1,34 per poi stabilizzarsi sopra quota 1,35 euro. Dal primo maggio ad oggi, il biglietto verde si è apprezzato del 17% sulla moneta unica (vedi grafico sotto)


Fonte: ITtrading.com

Petrolio

Uno dei temi più cari al mercato fino a luglio, il petrolio sembra aver perso qualsiasi spinta rialzista (o speculativa?). Il Brent oggi scende di oltre 3 dollari e buca la soglia dei 90 dollari al barile. Se fino a cinque mesi fa il caro greggio faceva paura, oggi, il barile a ‘buon mercato’ fa scattare le vendite su aziende petrolifere ed energetiche che temono per i loro bilanci. Situazione particolare per la Borsa Russa, che paga la propria dipendenza da gas e petrolio archiviando la giornata con un crollo del 18,66 percento.

Mercati Emergenti

La debolezza dei mercati emergenti è più evidente che mai nei giorni di stress del mercato. La Borsa brasiliana cede oltre 11 punti percentuali e viene sospesa. Anche i titoli della Borsa di Helsinki vengono congelati al ribasso. In Asia crollano Jakarta  (-10,03%); Tokyo (-4.25%); Bangkok (-6,48%); Hang Seng (-5%).


Fonte: Yahoo Finanza!


Finanziari

Ovviamente un ruolo di riguardo spetta ad assicurativi e bancari. Ancora sotto shock dall’annuncio di UniCredit, che nel week-end ha presentato un piano di ristrutturazione da oltre 6 miliardi di euro, il settore bancario italiano vira da subito verso il basso con sospensioni che interessano Banco Popolare, Intesa Sanpaolo e UniCredit. Proprio il gruppo guidato da Alessandro Profumo, nel finale, riesce con una fiammata a riportarsi sui 3 euro.


Fonte: Yahoo Finanza!

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