E’ quasi panico, occorrono nervi saldi!

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di Redazione 7 Ottobre 2008 | 08:00
Uno dei più grandi artisti italiani del 900, Eduardo De Filippo, in uno dei suoi lavori più celebri “Napoli Milionaria” scriveva, relativamente alla condizione di una famiglia napoletana nel periodo del secondo conflitto mondiale: “Ha da passa’ ‘a nuttata”! E’ ciò che noi operatori nel campo finanziario dobbiamo fare, aspettare, la notte deve ancora passare, perché situazioni come quelle vissute ieri sul mercato valutario non erano mai state vissute se non forse in occasione dell’ultima svalutazione incontrollata della lira del 1994.

Ma stiamo parlando di movimenti valutari globali non di una moneta che viene lasciata andare al suo destino. Siamo consapevoli che in questa condizione il mercato dei cambi reagisce anche molto meglio degli altri, ma i movimenti sulle valute emergenti di ieri sono stati per certi versi drammatici, con oscillazioni fuori controllo assoluto, e con la sensazione di crolli strutturali alimentati da notizie altrettanto preoccupanti che intanto venivano battute dalle Agenzie. Prima fra tutte quella relativa al possibile default Islandese, con il prezzo della corona totalmente fuori controllo (da 155 della mattina a 220 prezzo solamente indicativo dopo che la notizia si è diffusa). La vera chiave è stata la liquidazione costante e impulsiva di carry trades, visto che gli ultimi investitori ancora rimasti fuori dal mercato hanno deciso di uscire dalle posizioni a favore di tasso liquidando gli ultimi assets rimasti in una sorta di vendita dettata da panico, con NzdJpy in caduta di più del 10% in un solo giorno, da 69.30 dell’apertura a 61.97 di minimo senza contare gbpjpy che è crollata da 185.80 della mattina al minimo di , udite udite, 174.06.
Il dollaro australiano una delle divise più colpite, con AudJpy scesa da 81.20 della mattina a 70.30 minimo di giornata, un declino del 14%. Ebbene cosa sta succedendo? Perché i carry trades vengono liquidati a prezzi che tra qualche anno in molti rimpiangeranno di non aver sfruttato per comprare valute ad alto tasso e vendere Yen ? Succede che i capitali ritornano a casa e succede che in queste situazioni, si cercano ovviamente fughe dal rischio. Il dollaro è favorito quindi perché valuta safe heaven nel breve periodo e perché le banche hanno bisogno di dollari da immettere nel sistema per ripianare i buchi “americani”, ma non è la sola ragione in quanto Aig, colosso assicurativo Usa, aveva preso in consegna la difesa del sistema Europeo garantendolo per circa 300 miliardi di dollari, pertanto l’Europa è considerata maggiormente a rischio e l’Euro scende.
La soluzione temporanea adottata sembra essere quella delle nazionalizzazione degli asset a rischio, e questo sembrerebbe poter avere successo nel breve periodo, ma successivamente i nodi verranno al pettine e una volta superato il panico, si dovrà cercare di capire chi ne esce con le ossa rotte e chi invece si salverà.
Intanto per frenare l’emorragia dei mercati non ci meraviglieremmo di assistere ad un intervento congiunto delle Banche Centrali sui tassi di interesse, una sorta di taglio collettivo per ridare un poco di fiducia a d un mercato che sembra allo stremo delle forze, ma che, a ben guardare, potrebbe avere ancora spazio di discesa. Pertanto c’e’ da restare vigili e mantenere i nervi saldi, la strada della stabilizzazione è ancora lunga, ma occorre almeno ripristinare la fiducia. Il nostro mercato offre grandi occasioni e non siamo lontani da livelli che potranno rappresentare per noi delle pietre miliari di lungo periodo.
Ci riferiamo ai carry trades ma anche ai cambi principali, le cui oscillazioni hanno raggiunto dei livelli di esagerazione significativa che dovranno essere necessariamente corretti.
Ci riferiamo a tutti i cross contro Yen ma anche e non solo ad Eurusd e Cable, che segnalano possibilità di ulteriore discesa di breve ma con opportunità di reversal di medio che per noi sono importanti, anche se ora la maggior parte degli analisti sta cominciando a suggerire di vendere moneta unica sui rialzi per scendere in area 1.2500. Non sappiamo chi avrà ragione, però a nostro parere, correzioni anche fino a 1.4500 sono e restano possibili.
Per il breve periodo riteniamo che se la moneta unica sarà in grado di tenere 1.3530 40 potrà riprendere leggermente quota con obiettivi in area 1.3730 così come per UsdChf si potrebbe scendere in area 1.1350.
UsdJpy sulle montagne russe tra 100 e 103.50 mentre il cable deve tenere 1.7420 per porvare a risalire la china. EurChf in leggero recupero verso 1.5600 mentre l’eurgbp dovrebbe rimanere tra 0.7700 e 0.7780.
Ultima considerazione che ci viene spontanea è che le metodologie proposte e che molti dei nostri lettori conoscono continuano a dare indicazioni chiare e a basso rischio nonostante l’altissima volatilità presente sui mercati, garantendo una certezza nel trading di breve ma anche di medio termine.

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