Criptovalute, Bitcoin: previsioni dopo il recente halving

Il Bitcoin ha da poco completato anche il quarto halving della sua storia. Si entra quindi in una nuova era per Bitcoin, e ora l’attenzione di tutti è su quale sarà la reazione del suo prezzo nel prossimo futuro.

Vista infatti la regolarità con cui in passato il completamento di un halving ha scandito l’inizio di importanti movimenti rialzisti del Bitcoin, anche quello di quest’anno ha alimentato le aspettative di investitori e operatori del settore. A differenza del passato però, quello recentemente avvenuto, si è distinto dagli eventi precedenti per una serie di fattori unici, le cui conseguenze saranno tutte da valutare da qui ai prossimi mesi, come avvertono da Cryptonomist.ch.

Il quarto halving della storia di Bitcoin è ormai passato, avvenuto intorno alle 02:00 del 20 aprile 2024, quando le ricompense per i miner si sono ridotte da 6,25 BTC a 3,125 BTC per blocco. Il dimezzamento è avvenuto alla creazione del blocco n° 840.000, dando il via ad un nuovo ciclo (una nuova ‘era’) di circa quattro anni in cui miner ed investitori dovranno adattarsi alle nuove condizioni della rete.

Una della principali differenze con il passato, è che il quarto halving ha avuto luogo in un contesto di maggiore maturità del mercato delle criptovalute, con una presenza più consolidata di investitori istituzionali e un quadro normativo più definito, come testimonia il lancio di alcuni ETF sul Bitcoin spot spot.

Dopo l’ultimo halving, il prezzo di Bitcoin non ha ancora mostrato l’impennata che molti avevano previsto, sulla base di aspettative di natura speculativa. Questa volta il mercato aveva probabilmente già anticipato l’evento, ma questo non vuol dire che non assisteremo a un impatto importante sul prezzo nei prossimi mesi.

Come si vede dal grafico sottostante (fonte Bitbo.io), che riporta l’andamento del prezzo del Bitcoin nelle varie ere rispetto al minimo dell’era precedente, i bull market più importanti sono in realtà sempre partiti dopo diverse settimane dal completamento di un halving.

Inoltre, questa volta, l’evento è stato preceduto da un nuovo massimo storico, un elemento distintivo rispetto agli halving precedenti. Questo ha creato un contesto di mercato unico, con alti livelli di attenzione e speculazione, ed un’atmosfera di forte ottimismo e aspettative elevate, per il prossimo futuro.

Altro fattore importante da considerare, è che gli investitori durante gli halving precedenti erano mediamente meno preparati, con molte persone che si affacciavano per la prima volta al mercato delle criptovalute, guidate principalmente dalla frenesia dei media e dalle aspettative di guadagni rapidi, ma senza nemmeno una formazione di base. Oggi, un numero sempre maggiore di investitori consapevoli ha potenzialmente già sviluppato strategie a lungo termine, basate su analisi approfondite e una miglior comprensione delle dinamiche di questo mercato. Questo ha portato a decisioni di investimento maggiormente informate che hanno limitato la volatilità di breve termine.

Con il tempo, inoltre, istituzioni finanziarie e grandi aziende hanno iniziato ad entrare nel mercato delle criptovalute, soprattutto per merito della recente approvazione degli ETF sul Bitcoin. Per l’halving del 2024, la presenza di questi attori istituzionali ha probabilmente contribuito a sostenere e stabilizzare il prezzo, dato che questi attori tendono ad operare con una prospettiva di investimento più calcolata e di lungo termine.

Tutto questo ha sicuramente avuto un impatto, ma non altera la sostanza: la crescita del Bitcoin segue la sua marcia, in parallelo alla sua “scarsità” digitale sempre più vicina al limite dei 21 milioni di Bitcoin. Attualmente, l’offerta circolante di Bitcoin ammonta a circa 19,6 milioni di Bitcoin, quindi già oggi la maggioranza dei token che mai saranno in circolazione è già stata ‘minata’, ma per arrivare alla loro totalità occorrerà aspettare il prossimo secolo, intorno al 2140, proprio per effetto degli halving futuri.

La reazione dei miner

I primi effetti di ogni Halving riguardano in primo luogo i miner, che vedono i loro costi di produzione di Bitcoin raddoppiati a fronte delle stesse risorse necessarie per l’operatività. Come negli anni passati, l’industria del mining dovrà per forza adattarsi alle nuove condizioni, e non si esclude rimarranno sempre meno attori ad avere tra le mani le quote di mercato del settore. Nei primi halving molti miners si sono trovati in una posizione difficile, dovendo decidere se continuare l’attività nonostante le ridotte ricompense. Questo ha portato spesso a una maggiore volatilità dell’hash rate, con conseguenti potenziali falle nella sicurezza della rete. Ad aiutare i miner però dovrebbe esserci la crescita del prezzo del Bitcoin, come effettivamente accaduto in ogni ciclo passato. Nel 2020, per esempio, si è passati da Bitcoin a circa 10mila dollari a un rally che ha portato l’asset oltre i 60mila dollari.

Tuttavia, non è automatico che nel 2024 si verifichi lo stesso scenario. Le condizioni economiche globali sono molto diverse dal passato, e anche lo stesso Bitcoin ha mostrato movimenti di prezzo diversi, con una particolare spinta rialzista nel pre-halving, tale da segnare un nuovo massimo storico del prezzo. Proprio per questo, gli investitori si stanno muovendo con una particolare cautela in queste settimane, in attesa della risposta della prima criptovaluta nel breve termine.

Aspettative per la fine del 2024

Guardando verso la fine del 2024, anche se molti analisti suggeriscono cautela, predomina un sentimento moderatamente ottimista riguardo alle prospettive di prezzo di Bitcoin, grazie anche all’aumento continuo dell’adozione del Bitcoin come riserva di valore che potrebbero favorire una crescita stabile del prezzo.

La ridotta pressione di vendita da parte dei miners potrebbe avere un impatto in questo senso, visto che erano generalmente meglio equipaggiati rispetto al passato per affrontare l’evento, con tecnologie più efficienti e strategie operative ottimizzate, che hanno consentito di mantenere un hash rate stabile nonostante la diminuzione delle ricompense.

Inoltre le condizioni macroeconomiche globali, come l’inflazione nelle principali economie, e le politiche monetarie delle banche centrali, continueranno ad influenzare il mercato delle criptovalute. Una potenziale crisi economica o turbolenze nei mercati finanziari tradizionali potrebbero vedere un aumento della domanda di Bitcoin come bene rifugio, influenzando positivamente il suo prezzo.

Il futuro di Bitcoin post-halving appare ancorato, non solo alla sua scarsità indotta, ma anche al suo riconoscimento crescente come asset class legittima. Le discussioni tra regolatori e leader del settore potrebbero ulteriormente plasmare il panorama, con potenziali impatti sia positivi che negativi sul prezzo.

 

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