BANK PANIC

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di Cole Kendall 7 Ottobre 2008 | 15:33
Dopo più di dieci anni dal famoso crac del 1987, ieri, gli investitori hanno provato ‘l’ebrezza’ di un semi tracollo del sistema finanziario. Oggi insieme a Cole Kendall, analizziamo quali scenari si prospettano per i prossimi giorni e cosa accadrebbe in caso di un collasso del sistema bancario globale.

BFC: Cole cosa è successo nella giornata di ieri?

C.K:
Per la prima volta nella loro vita, molti operatori di Borsa hanno provato l’esperienza di un panico globale sui bancari. Ci sono due possibilità: un collasso del settore bancario che porterà ad una depressione globale o il ritorno ad una situazione quasi normale. Crediamo che la seconda possibilità sia la più probabile e che i mercati dovrebbero tornare alla normalità nelle prossime settimane.

BFC: Cos’è esattamente una crisi bancaria globale?

CK: In un contesto normale, il prezzo di un asset a rischio è rappresentato dal discounted value del cash flow futuro; i prezzi si muovono su e giù in base al cambio di prospettive per l’economia e in base alle specifiche caratteristiche dell’asset in questione. Durante una crisi bancaria, un secondo fattore influenza i prezzi, il rischio controparte. Oltre a calcolare le prospettive future dell’asset, il trader deve anche considerare se la controparte è in grado o meno di onorare i propri impegni.

BFC: Nel caso di un collasso del sistema bancario, cosa accadrebbe ai mercati finanziari?

C.K: Se il sistema bancario dovesse collassare, tutti gli asset andrebbero a zero. Anche chi detiene titoli di primarie società, avrebbe grosse difficoltà a vendere i titoli e ottenere un prezzo adeguato.

BFC: Quanto è verosimile uno scenario così ‘apocalittico’?


CK:
Negli Stati Uniti, la Fed e il Tesoro sono determinati a fare qualsiasi cosa pur di evitare il panico. Il programma annunciato oggi (l’acquisto di commercial paper sotto la sigla di progetto CPFF) si combina con le precedenti iniziative come quella del TARP di acquistare asset rischiosi legati ai mutui, cosa che suggerisce che il sistema bancario Usa resisterà. Il prezzo delle azioni, i tassi di interesse e la volatilità dovranno ritornare a livelli che riflettono il rischio nell’economia (crescita lenta o piatta per i prossimi trimestri) e non lo scenario apocalittico di una crisi del sistema bancario.

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