C’è una Luce in fondo al tunnel

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di Redazione 8 Ottobre 2008 | 07:05
C’è, ma è quella della locomotiva che ci sta venendo addosso. Ad usare questa immagine, poco meno di un mese fa, è stato il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck, parlando del caso di Lehman Brothers durante un briefing improvvisato. E’ stato poi scoperto che non si trattava di un treno composto da pochi vagoni, ma di un intero convoglio, completo di locomotiva spazzaneve.

Nessun intervento, preghiera o promessa è servita per riportare la calma sui mercati, e dopo il terremoto che ha colpito l’Europa finanziaria nella giornata peggiore degli ultimi 20 anni, anche l’America ha capitolato, con l’indice Standard and Poor’s 500 che ha perso ieri sera un livello importantissimo, ossia quota 1′000, dopo che l’indice Dow Jones Industrial aveva già perso quota 10′000 arrivando a perdere da inizio anno il 29% e stabilendo un nuovo record negativo degli ultimi 71 anni. Tutto questo “ispirato” dal presidente della Fed Ben Bernanke che ha lasciato intendere di essere pronto a tagliare i tassi di riferimento dato che i rischi per la crescita economica sono cresciuti.

Ligio al dovere, anche il Fondo Monetario Internazionale ha diffuso le stime sul saldo totale della crisi dei mutui, pari a 1.400 miliardi di dollari e sulla necessità di ricapitalizzare le banche per almeno 675 miliardi nei prossimi anni.

Nel frattempo un sondaggio della Gallup rivela che l’insoddisfazione degli americani per come stanno andando le cose nel Paese ha raggiunto un livello record: solo il 9 per cento vede in modo positivo la situazione, battendo di slancio il precedente primato negativo che era stato registrato nel 1979, quando era presidente Jimmy Carter e la crisi petrolifera aveva creato lunghissime code di automobilisti davanti alle pompe di benzina. In tale situazione il 12 per cento degli americani aveva espresso soddisfazione per come stavano andando le cose nel Paese.

L’ American Psychological Association presentando una ricerca condotta tra aprile e settembre su un campione di 7 mila persone, rappresentativo dell’intera popolazione, ci fa sapere che otto americani su dieci accusano sintomi da stress a causa della situazione economica innescata dalla crisi dei mutui. Katherine Nordal, che ha condotto lo studio ha dichiarato alla Cnn : “In trent’anni di esperienza è la prima volta che assisto ad una rilevazione di questo genere. In genere il dato più alto nelle ricerche di questo tipo deriva dai divorzi, dalla perdita dei figli, dalla depressione. Oggi assistiamo ad una inversione di tendenza, economia e finanza sono vissuti come elementi di disturbo significativo da almeno otto americani su dieci”.

Questa notte McCain, nel dibattito con Barack Obama a Nashville, sottolineando di voler dare poteri speciali al prossimo ministro del Tesoro per aiutare chi deve pagare mutui, ha indicato come possibile ministro del Tesoro Meg Whitman, la ex presidente ed ex amministratrice delegata di eBay.

Mi sembra un ottima soluzione date le premesse, con le banche che non prestano più soldi ai cittadini indebitati, i ricordi di famiglia sono una buona risorsa per far tornare a girare l’economia. In alternativa ci sarebbe giusto il baratto.

Nel momento in cui scrivo le borse asiatiche perdono tutte oltre il 5% e la borsa indonesiana è stata chiusa dopo aver superato il limite di perdite del 10%.

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