Le Borse snobbano il taglio dei tassi, indici giù

A
A
A
Avatar di Marco Mairate 8 Ottobre 2008 | 16:15
Nemmeno il taglio congiunto dei tassi di interesse, orchestrato dalle banche centrali, riesce a smuovere le Borse europee. Dopo un’apertura negativa, le borse recuperano terreno (tranne Milano) in concomitanza con il taglio dei tassi di interesse in tutto il mondo (compresa la Cina). A rischio di essere noiosi, sono le banche i titoli più colpiti. A fine giornata domina il segno rosso in tutta Europa: S&P/Mib (-5.71%); MIBTEL (-5.72%); AllSTAR(-5.64%); MIDEX(-6.32%); DOW(-1.14%); NSDQ100(+0.98%); DAX30(-5.88%); CAC40(-6.39%).

BORSE

Ancora una seduta di passione per il mercato azionario europeo, italiano in particolare. A nulla serve il taglio dei tassi da parte della Fed, della Bce e delle banche centrali di Canada, Svizzera, Inghilterra, Svezia e Cina. Nemmeno i dati positivi sul mercato immobiliare statunitensi (le vendite di case esistenti in agosto hanno mostrato una crescita del 7,4%) sorprendendo gli economisti che si aspettavano un calo dell’1,3%.

PIAZZA AFFARI

Tra i singoli comparti, male i finanziari con il Banco Popolare (+0,47%) che viene sospeso per eccesso di ribasso in avvio di seduta e dopo l’annuncio del taglio dei tassi è schizzato all’insù finendo per essere sospeso per eccesso di rialzo. Escursioni di prezzo importanti con un minimo a 7,85 euro e un massimo intraday di 9,20 euro.

Ancora sotto pressione il gruppo UniCredit (-13,30%). Il gruppo bancario chiude la seduta in calo di oltre dieci punti percentuali; nel frattempo la Consob ha ordinato a Credit Agricole Chevreux Italia, di bloccare l’attività di due operatori fino al 31 ottobre, data in cui scade il provvedimento che inibisce le vendite allo scoperto, per short non consentito su UniCredit.

Si tratta degli investitori Bloomberg Tradebook e GFI Securities. E tale decisione riguarda la mancata consegna di circa 60 milioni di titoli legati alla banca di Alessandro Profumo, datata 3 ottobre, per un controvalore di 180 milioni di euro nel giorno in cui l’operazione avrebbe dovuto essere regolata.

Pesante il settore petrolifero che paga la discesa del prezzo del greggio: tra i peggiori ENI (-9,18%), TENARIS (-10,33%)

WALL STREET

Seduta senza direzione quella degli indici americani. Dopo la campanella di apertura, i principali indici si portano in territorio negativo per poi recuperare terreno. Alle 17.50 il DOW cede l’1,68%; NSDQ100 (-0,30%).

GOVERNI

Tutti i governi di tutto il mondo stanno prendendo misure per far ritornare la fiducia e alleviare gli effetti della crisi finanziaria. Per quanto riguarda l’Italia, stasera il governo studierà la costituzione di un fondo per fornire una garanzia ulteriore sui depositi bancari rispetto a quella già esistente e data dal fondo interbancario. All’ordine del giorno, inoltre, verranno presentate misure urgenti a garanzia del sistema bancario italiano.

PETROLIO & MATERIE PRIME

Continua la corsa al ribasso del petrolio, che vede il WTI scendere fino a 87,4 dollari al barile. A pesare ulteriormente sull’andamento del barile, il dato sulle scorte settimanali negli Stati Uniti che ha evidenziato un incremento superiore alle attese.
Prosegue il crollo delle materie prime:  l’indice delle principali materie prime (Crb Index) scivola sotto i 400 punti per la prima volta dal maggio 2007.

VALUTE

La moneta unica si riprende contro il biglietto verde dopo il taglio dei tassi. A fine seduta, la valuta europea scambia a 1,3676 contro il biglietto verde.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

NEWSLETTER
Iscriviti
X