Governo italiano: piano anticrisi senza cifre

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di Redazione 14 Ottobre 2008 | 08:04
Il governo italiano ha approvato il piano anticrisi in tre punti, senza però determinare gli importi a favore di ricapitalizzazione e rifinanziamento delle banche, a differenza degli altri paesi Ue, che li hanno varati in linea con quanto deciso dall’Eurogruppo a Parigi. Ecco i dettagli.

Ieri, il governo ha approvato un nuovo decreto legge, ideato dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, che dovrebbe garantire la solidità del sistema bancario, immettendo contemporaneamente liquidità sul mercato interbancario, attraverso tre linee guida.

Primo punto: Ridurre lo spread tra i tassi di mercato, in particolare l’Euribor e quelli della Bce, grazie ad una iniezione di liquidità e un’articolata rete di garanzie statali sui titoli deteriorati delle banche.

Secondo punto: Creare una rete di garanzia per tutte le banche italiane, senza aver stanziato per ora neanche 1 euro. Il Tesoro porrà la propria garanzia statale su tutte le passività degli istituti finanziari emesse entro il 31 dicembre 2009 con una durata di cinque anni, trasformando i titoli deteriorati con titoli di Stato alle condizioni di mercato.

Terzo punto: Applicare la cosiddetta moral suasion al mercato, invitandolo ad abbassare i tassi con cui le banche si prestano denaro, pena una ricapitalizzazione forzosa, se non addirittura commissariamento.

Su tutto vigilerà la Banca d’Italia che metterà a disposizione un fondo di garanzia da 40 miliardi di euro
per istituire un mercato di swap tra titoli tossici, convertiti in Bot, Btp e Cct.

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