Crollo Lehman: c'era chi sapeva

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di Redazione 14 Ottobre 2008 | 08:45
Il ciclone Lehman ha colto di sorpresa la quasi totalità degli addetti ai lavori, che sono rimasti incagliati nel default della banca d’investimento USA. In realtà qualche osservatore più attento aveva intuito che i bilanci nascondevano brutte sorprese…

Qualche giorno fa Adusbef e Federconsumatori hanno dichiarato di essere pronti a chiamare in giudizio Abi e, per omessa vigilanza, Bankitalia “per aver indotto i risparmiatori a fidarsi delle obbligazioni Lehman“.

Secondo le associazioni dei consumatori la vicenda si è rivelata “un totale fallimento, non solo di Lehman Brothers, ma delle distratte se non colluse autorità di vigilanza, delle agenzie di rating e delle banche che le hanno appioppate ai clienti, ma soprattutto di Patti Chiari, il fraudolento progetto dell’Abi e di talune associazioni dei consumatori che si proponeva di accendere una luce sugli investimenti degli italiani ‘sicuri’ perchè pubblicati sul sito”.

E’ possibile che nessuno immaginasse l’arrivo del ciclone Lehman?
Analizzando i fatti con un po’ di attenzione si scopre che qualcheduno è stato più accorto dei colleghi, in particolare quelli stranieri. A schivare i pericolosi titoli di Lehman ed avere un’esposizione indiretta del gigante morente americano assai più limitata, in pratica nulla, di quella di molti concorrenti esteri è stato il network Consultique (nella foto il presidente Cesare Armellini).

Già il 17 marzo scorso, con quasi sei mesi d’anticipo, quindi, dall’ufficio studi del network di consulenti indipendenti è stata spedita una e-mail agli associati dove si specificava  che “a causa della crisi di liquidità e, dunque, della possibilità che i titoli obbligazionari di Lehman Brothers possano a breve subire ulteriori crolli, si consiglia di vendere al più presto i titoli obbligazionari di suddetta banca presenti nei portafogli dei clienti”.

Complimenti al solerte e capace ufficio studi di Consultique.
 

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