Verso l'iperinflazione?

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di Marco Mairate 14 Ottobre 2008 | 14:01
Il presidente Usa George W. Bush annuncia i primi dettagli del piano che prevede forti iniezioni di capitali nelle banche. Secondo i primi dati, l’ammontare massimo (erogato) per ogni istituto sarà di 25 miliardi di dollari, fissando la scadenza per aderire al programma al prossimo 14 novembre. I fondi verranno utilizzati per acquistare azioni senior preferred senza diritto di voto.

Si tratta di un intervento di breve termine essenziale per il funzionamento del sistema bancario americano ha commentato il Presidente degli Stati Uniti al termine di una riunione con i propri consulenti economici.

Bush inoltre ha fatto sapere che Fdic (Federal Deposit Insurance Corp) garantirà la maggioranza delle nuove emissioni bancarie ed estenderà l’assicurazione in modo da tutelare i conti che non producono interessi.

Secondo le prime indiscrezioni, Bank of America , Wells Fargo, Citigroup, JPMorgan Chase, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Bank of New York Mellon avrebbero già aderito al piano.

Il piano sembra piacere anche ai big del risparmio, in particolare a Mohamed El-Erian, Pimco co-CEO e co-chief investment officer: “Il problema è diventato così importante che non si può risolvere con qualche spicciolo….ci troviamo nella fase in cui il malato viene assistito, ma sarà comunque (una guarigione ndr) a scossoni” dice l’ex gestore del fondo dell’università di Harvard.

Lo spettro dell’Iper-inflazione
Differente l’opinione di Martin Hennecke, senior manager dei clienti privati Tyche, che punta tutto sul rischio iperinflazione.

Il gestore ha paragonato l’attuale iperinflazione dello Zimbawe a quello che aspetta Europa e Stati Uniti: “E’ il destino di euro, dollaro e sterlina” ha detto il gestore durante un’intervista alla CNBC.  Hennecke ha preso come esempio l’Islanda, paese in semi fallimento a causa dell’enorme debito estero,dove  lo stato non può stampare carta moneta “per via del fatto che la maggior parte del debito è espresso in valuta estera così lo Stato non può ricorrere a questo strumento – diverso il caso di Regno Unito, Stati Uniti e il resto dell’Europa che invece possono farlo…”, facendo così il primo passo verso l’iperinflazione.

Il manager ha detto che uno dei primi effetti dell’iperinflazione sarà quello di spingere al rialzo il prezzo delle materie prime, oro in testa: “banchieri centrali e politici non vogliono creare il panico e veder fuggire gli investitori dal loro debito e buttarsi sull’oro”.

Secondo Hennecke il nuovo piano del Governo non è nient’latro che una nuova tassa imposta ai cittadini. “E’ interessante evidenziare come la più grande agenzia di rating al mondo, Standard and Poor, ha predetto che tutti i principali paesi occidentali stanno andando verso il default del loro debito nazionale……la cosa che è stata predetta prima che la crisi iniziasse e ora che trilioni di dollari sono stati spesi per salvare le banche e privatizzarle, è chiaro che questo quadro si verificherà prima del previsto”.

Cash is king?

Il motto principe di Wall Street non è più una certezza secondo il manager: “La maggior parte della gente crede che il cash sia uno degli investimenti più sicuri ma proprio la liquidità sarà uno degli investimenti più a rischio se dovesse accelerare l’iper-inflazione”.

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