Dietro le quinte del piano USA

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Avatar di Marco Mairate 15 Ottobre 2008 | 15:56
Trapelano i primi dettagli circa il piano Usa per salvare il sistema bancario a stelle e strisce. Secondo la stampa Usa, l’iniezione da 250 miliardi di dollari nelle nove banche selezionate dal Tesoro, non è stata presa di buon grado da tutti gli interessati, lasciando intendere profonde tensioni nella stanza dei bottoni.

Il Governo americano ha varato il primo programma esecutivo di intervento pubblico negli istituti di credito in difficoltà. Verranno investiti i primi 250 miliardi di dollari, dei 700 previsti dal piano Paulson, per 9 banche, tra cui JP Morgan, BofA, Goldman Sachs e Morgan Stanley e sono stati introdotti limiti alle liquidazioni d’oro dei manager.

Secondo quanto scritto dal Wall Street Journal e dal NY Times, il piano di salvataggio del sistema bancario Usa è vissuto come un vero e proprio dramma dagli istituti di credito coinvolti.

Le nove banche coinvolte nel ‘salvataggio’  ( tra cui JP Morgan, BofA, Goldman Sachs e Morgan Stanley) sono state chiamate alle 3 pomeridiane nella sede del Tesoro a Washington. Alle banche sembra siano stati forniti pochissimi dettagli sull’operazione, quello che è dato conoscere è che i Ceo saranno seduti in ordine alfabetico. Da una parte del tavolo ci sarà Vikram Pandit, Ceo di Citigroup, mentre dal lato opposto il nemico numero uno, il Ceo di Wachovia Richard Kovacevich, banca che ha deciso di convolare a nozze con Wells Fargo lasciano a bocca asciutta Pandit.
Dall’altra parte del tavolo, il Segretario al Tesoro, Hank Paulson, il Presidene della Fed, Ben Bernanke e il Presidente della FDIC, Sheila Bair.

Secondo quanto appreso, durante il primo meeting, Mr. Kovacevich
Avrebbe espresso i propri dubbi sul piano, ma Paulson ha descritto l’operazione come fattibile. Il Segretario al Tesoro avrebbe detto al numero uno di Wachovia di accettare i soldi del Governo o di andare avanti da soli con tutti i rischi connessi. Se la compagnia avesse trovato i soldi succesivament e Mr. Kovacevich non fosse riuscito a trovare i soldi privatamente., Mr Paulson ha promesso che il Governo non sarebbe stato tanto generoso la seconda volta.

Il Ceo a questo punto taglia corto, facendo domande sull’applicazione del piano e dettagli circa l’acquisto di azioni da parte del Governo e quanto questo gli avrebbe limitati.

A questo punto, Bernanke con una calma inquietante interviene nella discussione. Il Presidente della Fed ha spiegato al suo interlocutore che il meeting non ha scopo argomentativo, ricordando la paralisi dei mercati e il rischio che grava su ognuno dei presenti al tavolo.

Le autorità hanno spiegato che si tratta di un buon piano per le banche: il Governo acquisterà azioni preferenziali senza così diluire l’assetto azionario delle banche. Le banche dal cnato loro, dovranno solo pagare un modesto dividendo annuo del 5%.

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