Opa ostili, piano di difesa all'attacco

A
A
A
di Redazione 20 Ottobre 2008 | 12:00
Con le borse in picchiata molte azioni di società italiane hanno registrato perdite di valore consistenti. Escluso per un momento il rischio default, sul quale il governo Berlusconi ha predisposto un piano di intervento che si adatta al singolo caso, in questi giorni il rischio più grande che si sta diffondendo è quello delle cosiddette “Opa ostili”.

Il quesito che Governo e Consob si stanno ponendo in questi “strange days” è il seguente:   

“E se qualcuno approfittasse della crisi dei mercati per scalare le più importanti aziende italiane?”. Secondo le ultime quotazioni di Borsa oggi come oggi tutta l’Eni vale 62,5 miliardi, l’Enel 32,8, Intesa Sanpaolo e UniCredit, rispettivamente 38,1 e 34,7 miliardi, Mediobanca 7,2 miliardi, Generali 30,6 miliardi e Telecom Italia addirittura 11,5 miliardi.


Si stanno, quindi, studiando nuove regole
in grado di proteggere importanti italiane da indesiderate aggressioni.

Gli argomenti caldi sono la passivity rule e gli obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti.

Sul primo punto:

La “regola della passività” obbliga i board a far approvare preventivamente dall’assemblea qualunque difesa contro un’offerta.  In Italia, questa regola è però compromessa dai tempi lunghi per convocare l’assemblea, dato che necessita del 30% di azionisti favorevoli per decretarne la validità. Gli uomini di Lamberto Cardia (nella foto a destra) stanno studiando la possibilità per le imprese aggredite di aumentare il costo dell’operazione per l’aggressore con aumenti di capitale, convertire azioni di risparmio in ordinarie, acquistare azioni proprie, con cambi convenienti, oppure dismettere attività per ridurre l’interesse dell’aggressore, in modo che il management possa difendersi in tempi brevi e in maniera rapida.

Sul secondo punto:

E’ allo studio l’ipotesi d abbassare ulteriormente dal 2% all’1% l’ obbligo di comunicazione delle partecipazioni rilevanti
. Questa ipotesi renderebbe l’Italia il primo paese ad avere la soglia più bassa tra tutti i paesi dell’unione (vedi tabella sotto). In questo modo, però, i campanelli d’allarme suonerebbero prima e sarebbe più facile predisporre le difese. E comunque già in questi giorni la Consob ha chiesto a 40 intermediari di segnalare tutte le operazioni di dimensioni “sospette”.

Limiti delle partecipazioni rilevanti in Europa

Soglia minima 2% Soglia minima 3% Soglia minima 5%
ITALIA, Portogallo Germania, Irlanda, Spagna, Regno Unito Austria, Belgio, Cipro, Rep. Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Ungheria, Islanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Olanda, Polonia, Bulgheria, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia

Siamo ancora nel mondo delle ipotesi e di possibili soluzioni ma nel frattempo le banche del Colonnello Gheddafi sono salite nel capitale di UniCredit con una partecipazione del 4,23%, diventando così i secondi azionisti e si vocifera anche di un possibile interesse libico per Telecom, in forte difficoltà e che potrebbe trasformarsi presto in una ghiotta occasione per fondi sovrani arabi. Staremo a vedere.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti