Regno Unito in affanno i developer immobiliari

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di Marcella Persola 20 Ottobre 2008 | 15:30
Nel Regno Unito si è raggiunto il livello più basso di sottoscrizione di mutui. Soltanto 32mila. Un calo consistente dovuto alle difficoltà del sistema finanziario che ha avuto come effetto primario quello di bloccare il settore delle costruzioni.

Dall’inizio dell’anno i prezzi e le vendite delle case nel Regno Unito sono drammaticamente crollati. E la continuazione e il peggioramento del sistema finanziario ha avuto indubbiamento degli effetti notevoli sul mercato.

Il consueto report mensile di CB Richard Ellis sul mercato residenziale anglosassone evidenzia che c’è stata una caduta pari a circa il 70% nell’approvazione dei mutui rispetto allo scorso anno. «Il dato dell’agosto 2008 è stato di solo 32mila mutui approvati. Questo è il livello più basso visto dal gennaio del 1993» confida Jennet Siebrits, head of residential Research CB Richard Ellis.

La BCE, il governo inglese e la Banca d’Inghilterra così come la FED stanno cercando disperatamente una soluzione. Il Senato americano ha approvato il bailout e similirmente il governo inglese ha approvato un pacchetto di misure che aiuti il sistema bancario mettendo a disposizione circa 400 miliardi di sterline. Inoltre i tassi di interesse sono stati tagliati di circa 50 basis point. Ma sembrerebbe che tali misure non abbiano dato forza e fiducia al mercato. E questo ha delle ripercussioni notevoli anche sul mercato immobiliare.

«Noi ci aspettiamo l’inizio di una ripresa del mercato residenziale per la fine del 2009 al massimo per l’inizio del 2010» precisa head of residential research di CB Richard Ellis.

I developer al momento hanno bloccato i lavori e i costi di quest’ultimi sembrano non essere più coperti. Perciò il mercato non può far altro che scendere e le difficoltà non fanno altro che crescere. Una spirale che sembra non trovare nessuna soluzione.

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