Banche & Capitali, avanti il prossimo

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di Marco Mairate 22 Ottobre 2008 | 09:30
Parte la caccia al tesoro tra gli istituti di credito italiani prossimi a nuove ricapitalizzazioni. Dopo l’annuncio bomba del Premier Berlusconi, secondo cui almeno altri due o tre istituti necessitano di capitali freschi, è partito l’Who’s Who tra le banche del paese che (ovviamente) si affrettano a mostrare i muscoli.

Banco Popolare

Ieri il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, hanno spostato ancora una volta l’attenzione sullo stato di salute delle banche italiane. Infatti, pur se apparentemente in buona salute, alcuni isituti saranno protagonisti di nuovi interventi sul capitale per rafforzare i ratios .Tra i primi nomi circolati, spunta Banco Popolare. L’isituto guidato da Carlo Fratta Pasini ( Chairman of the Supervisory Board) sarebbe quello più a rischio

Già lo scorso sette ottobre, il gruppo fu costretto a smentire alcune indiscrezioni sulla limitata solidità patrimoniale dicendo che “sulla base delle stime al 30 settembre non emergono impatti rilevanti sui ratios patrimoniali del gruppo rispetto a quanto già comunicato in occasione dei dati al 30 giugno”. Il riferimento era all’obiettivo di un ratio Tier 1 del 7,5% a fine anno.

Il Banco nasce nell’estate del 2007 dalla fusione tra Banca Popolare Italiana e Banco Popolare di Verona e Novara. Dopo la fusione, la banca si è ritrovata più debole ed ha dovuto correre ai ripari con una drastica dismissione di asset. L’amministratore delegato Fabio Innocenzi è stato rapido nel procedere con lo smobilizzo, anticipando che il Tier 1 ratio calcolato pro forma (come se le vendite fossero state già chiuse) era del 7,4%. In realtà, il valore effettivo a quella data era il 5,6%, un livello che desta qualche preoccupazione nella tempesta finanziaria attuale.

Il Core Tier 1 comunicato dalla società a fine giugno era pari al 5,9%, ma si trattava di un dato pro forma che teneva conto di operazioni che a oggi non sono ancora del tutto chiuse: se tutto dovesse andare a buon fine e le dismissioni seguissero il loro corso regolare, si arriverebbe a fine anno tra il 6% ed il 6,5%.

Gli analisti rimangono cauti sul titolo e si aspettano che il Core Tier 1 di Banco Popolare arriverà al 6% a fine anno ed al 6,3% a fine 2009, livelli che non garantiscono piena sicurezza quando nessuno si fida più di nessuno. Gli analisti più pessimisti si aspettano, invece, un Core Tier 1 a fine anno del 5,6%.

Le altre banche tranquillizzano

Intesa Sanpaolo , Popolare Milano  e UBI Banca confermano la propria solidità patrimoniale e non vedono la necessità di una ricapitalizzazione. I tre istituti hanno risposto positivamente all’interrogazione dell’ABI e dopo le recenti esternazioni del Premier Berlusconi.

Intesa Sanpaolo
: “Noi pensiamo di avere una struttura patrimoniale adeguata e il piano di impresa che stiamo realizzando la rafforzerà ulteriormente”, ha detto l’AD di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera.

Popolare di Milano: “I nostri ratios sono a posto, non hanno bisogno di niente”, ha detto il presidente di Pop Milano, Roberto Mazzotta; il numero uno dell’isitituto inoltre smentisce qualsiasi aumento di capitale “Per l’amor di Dio” ha detto ai giornalisti.

UBI Banca: “Siamo uno degli istituti più capitalizzati, i nostri ratios sono a posto quindi non abbiamo bisogno di ricapitalizzazioni”, ha detto Emilio Zanetti, presidente di UBI Banca; il manager aggiunge che qualsiasi ipotesi di fusione con Banco Popolare sono  “fantasiose e destituite di ogni fondamento”.


Cos’è il core Tier 1

La misura della forza finanziaria di una banca è rappresentata dall’indicatore Core Tier 1. Quest’ultimo è costituito dal patrimonio di base costituito dalla somma dei capitali versati, dalle riserve, fondi rischi, emissioni obbligazionarie senza diritto di voto, titoli perpetui con facoltà di rimborso dopo dieci anni, le cui cedole che possono essere sospese senza provocare un default, dove gli aumenti di capitale sono una sorta di defibrillatore del cuore del sistema bancario. Il tutto calcolato in base al rischio.

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