UniCredit ai minimi da 11 anni

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di Francesco Biraghi 23 Ottobre 2008 | 11:00
Adottando la stessa espressione che si usa quando i fondi monetari scendono sotto il dollaro (andando ad intaccare il capitale versato) possiamo dire che UniCredit “broke the buck”. Il titolo guidato da Alessandro Profumo ha rotto al ribasso un supporto importante, anche psicologicamente, quello dei 2 euro per azione.

Nel gergo di Wall Street quando si vuole indicare un evento raro si usa dire che “ha rotto il dollaro”, UniCredit sotto i 2 euro è un evento che non si verificava dal settembre del 1997, ben 11 anni fa. Tanto bisogna andare indietro per trovare questi valori.

Doccia fredda dalla Libia
Alle 11.30 di questa mattina il titolo di Piazza Cordusio è stato sospeso per eccesso di ribasso quando quotava 1,9025 euro, a –8,75%. Settimana scorsa il titolo era stato spinto al rialzo dalla notizia dell’ingresso della Banca centrale di Libia nel capitale di UniCredit, con una quota del 4,23% facendo intendere di volere incrementare ulteriormente fino a salire al 5%. In mattinata è arrivata la doccia fredda da Farhat Bin Guidara, governatore della Banca Centrale libica, che ha dichiarato: “Vogliamo diversificare, primo in Europa, secondo negli Usa e poi nelle economia dei mercati emergenti”, e alla domanda se hanno in progetto di incrementare la quota in UniCredit ha risposto che i fondi sovrani libici sono attualmente più interessati ai settori difensivi come farmaceutici, telecomunicazioni, utility e alimentari.

Un errore l’espansione a Est
Non arrivano per UniCredit buone notizie nemmeno dall’Est Europa, a partire dall’Ungheria dove la banca centrale ieri ha alzato i tassi di sconto al 3% allo scopo di mettere un freno al deprezzamento del fiorino ungherese. UniCredit è molto esposta in Europa dell’est, con impieghi che ammontano a 82,2 miliardi di euro, pari al 14% sul portafoglio di impieghi della banca. Gli impieghi sono fondamentalmente operazioni di prestito, con diverse scadenze, verso imprese, famiglie e pubblica amministrazione. La svalutazione delle monete locali e il calo della qualità del credito non sono certamente delle buone notizie per UniCredit, che ha puntato molto sull’Europa orientale negli ultimi anni. Profumo ne è consapevole, ed è arrivato ad ammettere “Un errore anche l’espansione a Est”.

Dexia sotto i riflettori
Le banche europee non sono messe meglio, [s]Dexia[/s] viaggia sui minimi storici a 4,06 euro (-4,23%), su speculazioni di una possibile nazionalizzazione in stile Fortis. Georg Krijgh, analista di Rabo Securities (Gruppo Rabobank), parla di rumors su ulteriori svalutazioni per 1,6 miliardi di euro, che potrebbero colpire Dexia. Rileva tuttavia che Dexia ha 6 miliardi di euro di eccesso di cassa, conferma per questo un rating buy sul titolo.

ING e i fondi pensione argentini
Per [s]ING[/s] arrivano invece cattive notizie dall’Argentina, il governo di Buenos Aires ha annunciato la nazionalizzazione dei dieci maggiori fondi pensione privati che hanno asset per 29,5 miliardi di dollari. ING risulta tra i maggiori gestori di fondi pensione argentini, insieme alla spagnola Bbva, all’inglese Hsbc e all’americana MetLife.

Dati aggiornati al 22 ottobre 2008

Societa’ Listino di Riferimento Prezzo Valuta Var%
Allianz Deutsche borse (xetra) 67,53 EUR -6,89%
American Express Nyse 25,02 USD -5,19%
Anima Borsa Italiana 1,362 EUR +0,15%
Axa Euronext 15,75 USD -8,16%
Azimut Borsa Italiana 4,435 EUR -6,3%
Banca Generali Borsa Italiana 4,435 EUR -6,3%
Bank of NY Mel
lon
Nyse 28,21 USD -10,0%
Barclays Lse 14,78 USD -7,45%
BlackRock Nyse 119,87 USD -7,93%
BNP BNP 58,75 EUR -0,42%
Citigroup Inc Nyse 13,32 USD -6,06%
Credit Agricole Euronext 11,605 EUR -4,05%
Credit Suisse Group Swiss Market Exchange 46,54 CHF -4,04%
Deutsche Bank Deutsche borse (xetra) 33,12 EUR -4,63%
Dexia Euronext 4,26 EUR -7,59%
Fortis Euronext 1,005 EUR -4,64%
FT Inv. Nyse 62,04 USD -7,85%
Goldman Sachs Nyse 115,06 USD -5,18%
Henderson Lse 64,25 GBp -2,65%
HSBC Investments Lse 796 GBp -1,72%
ING Euronext 8,325 EUR -11,0%
IntesaSanpaolo Borsa Italiana 3,01 EUR -3,21%
Invesco Nyse 12,43 USD -13,2%
Janus Capital Group Nyse 10,34 USD -13,8%
Jp Morgan Nyse 37,17 USD -6,46%
Julius Baer Swiss Market Exchange 45 CHF -7,98%
Legg Mason Nyse 17,53 USD -15,6%
Man Group Lse 354 GBp +2,98%
Mediobanca Borsa Italiana 8,75 EUR -0,75%
Mediolanum Borsa Italiana 3,215 EUR -2,4%
Morgan Stanley Nyse 19,33 USD -4,30%
Montepaschi Siena Borsa Italiana 1,414 EUR -3,81%
Natixis Euronext 2,01 EUR -1,95%
Nordea bank Omxnordicexchange 69,5 SEK -0,71%
Raiffeisen Wiener Borse 26,1 EUR -6,28%
Schroders Lse 833 GBp -3,36%
Skandia (Old Mutual) Lse 50,5 GBp -9,82%
State Street Nyse 36,06 USD -8,93%
Ubs Swiss Market Exchange 17,32 CHF -4,84%
Unicredit Borsa Italiana 2,085 EUR -7,33%

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