In Europa reits al top

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di Marcella Persola 24 Ottobre 2008 | 14:15
Il mercato dei Reit è quello che ha maggiormente risentito del pessimismo sul settore. Eppure ci sono dei paesi che stanno pensando di introdurre lo strumento per favorire il mercato e garantire maggiore liquidità

Il settore immobiliare e i Reit continuano il loro trend ribassista nel primo trimestre del 2008. E’ questa la fotografia espressa nel recente report Global Property & Reit elaborato da Alka Banerjee, vice president di Standard & Poor’s.

Sebbene la caduta dell’indice S&P/Citigroup Global Property è stata del 7,4%, alquanto bassa rispetto al declino dell’indice S&P/Citigroup Global che è stato del 9,1%. Esso riflette il generale pessimismo nei confronti del settore immobiliare e dei Reits. Il peggior colpo è stato per l’indice S&P/Citigroup Emerging Markets Property che ha lasciato sul terreno il 19,8% per trimestre.

Gli investitori, infatti, inizialmente sono stati meno pessimisti riguardo i mercati emergenti, tanto che le azioni di questa area geografica hanno sostenuto il mercato nel 2007. Successivamente condizionati dal pessimismo globale riguardo la precaria salute del sistema economico, la crisi creditizia, e la volatilità di tali azioni, l’investimento in tale equity ha subito un declino del 10,6%.

Tali azioni aveva ottenuto dei guadagni tremendi nel corso dell’ultimo trimestre del 2007, ma hanno sofferto nel primo quarter del 2008 a causa dell’impatto dei sentiment sul mercato in generale e sulla capacità di ottenere ancora alti profitti.

A livello europeo invece si può segnalare che il mercato immobiliare ha guadagnato il 4,9% nel trimestre, e ha avuto i ritorni più alti, segnando un rimbalzo rispetto alla triste performance ottenuto lo scorso anno. Questo non è valido per tutte le regioni dell’Europa. Francia, Belgio, Svizzera e Olanda hanno mostrato delle forti performance mentre gli altri paesi hanno continuato il declino. 

In America invece l’indice S&P/Citigroup U.S. Reit è cresciuto del 2% sebbene il settore abbia risentito fortemente della mancanza di credito. Negli anni precedenti il mercato è stato tenuto a galla dalle private equity firms, che hanno guidato al rialzo i prezzi delle azioni. Il credit crunch ha invece arrestato la fornitura di credito obbligando le imprese di pe a guardare altrove per la ricerca dei propri investimenti. 

In Asia, Australia, Hong Kong e Giappone è le difficoltà si sentono. L’indice è sceso dell’11,4% in Giappone e del 22,6% a Hong Kong. In Giappone, malgrado i fondamentali siano forti, gli investitori si sono intimoriti riguardo la possibilità dei Reit di non essere in grado di trovare finanziamenti economici. Questo anno le prospettive sembrano fosche per il momento e non sono previste nuove quotazioni per il 2008. Nel mese di maggio infatti la borsa di Tokio aveva consentito la quotazione dei Reit, in modo da poter competere con Singapore, che è uno dei più grandi hub di Reit asiatici. Nel corso del 2008 il mercato dovrebbe crescere ulteriormente con altri 30 Reit, promossi da Cina, India e Indonesia.

I mercati emergenti seppure alcuni abbiano sofferto, altri hanno guadagnato interessanti posizioni. E’ il caso di Taiwan è cresciuta del 59,5% e l’Egitto che ha segnato un rialzo dell’8,7%. E molti paesi stanno mettendo in campo delle leggi per introdurre il prodotto nel proprio paese. E’ il caso del Pakistan, dell’India e delle Filippine.

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