Telecom e Generali nel mirino di Gheddafi

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di Redazione 27 Ottobre 2008 | 08:15
Dopo UniCredit, ora è la volta di Telecom e Generali. A dirlo è l’ambasciatore delle Libia in Italia, Hafed Gaddur, che ha ribadito che il suo paese sta puntando ad effettuare investimenti di lungo termine non solo in banche commerciali italiane e importanti società, ma anche nell’istituto guidato da Mario Draghi.

E’ quanto ha dichiarato l’ambasciatore delle Libia in Italia, Hafed Gaddur (nella foto a destra), a chi gli chiedeva quali sarebbero state le mosse successivo all’ingresso nel capitale dell’istituto guidato da Alessandro Profumo.

Gaddur ha dichiarato che c’è una valutazione in corso su Telecom, e non una vera e propria trattativa di acquisto. E secondo i bene informati l’interesse sarebbe rivolto all’ingresso nel capitale di Telco, la cassaforte della compagnia telefonica.

Mentre, per quanto riguarda il leone di Trieste, l’ambasciatore ha affermato che c’è un interesse reciproco e ha ribadito che l’eventuale ingresso nel capitale è da considerarsi come un investimento di lungo termine.

Ma tutti i soldi per effettuare queste importanti operazioni finanziarie da dove arrivano?

Si tratta di buona parte di quei sette miliardi di euro tolti dalle banche svizzere, a causa dell’incidente diplomatico con il governo elvetico, dopo l’arresto del figlio di Gheddafi, Hannibal,e di sua moglie, che non è stato per nulla gradito dal Colonnello.

E Gaddur, ha, infine, affermato che parte di questi soldi verranno depositati, non solo in banche e società italiane, ma anche in Banca D’Italia, come già è avvenuto in Spagna e Inghilterra.

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