US Treasury Department, altre 19 banche chiedono aiuto

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di Redazione 28 Ottobre 2008 | 16:15
Si allunga la lista delle società che rientrano nel fondo di aiuti del tesoro americano. Dopo le 9 principali banche statunitensi, adesso altre 19 hanno chiesto aiuto. Tuttavia la quantità di denaro messa a disposizione dal tesoro americano sta rapidamente diminuendo, ed il mercato si sta chiedendo se ne vale la pena.

Il 14 ottobre scorso il numero uno del ministero del tesoro americano, Henry Paulson, aveva dichiarato che ci sarebbe stato un intervento di aiuti su 9 grandi banche americane, per un controvalore complessivo di 125 miliardi di dollari.

Societa’ Fondi Ricevuti
(miliardi di dollari)
Bank of America                                                           25
Citigroup 25
JPMorgan Chase 25
Wells Fargo & Co 25
Morgan Stanley 10
Goldman Sachs 10
Bank of New York Mellon 3
State Street Corp 2

Il sentiment del mercato allora era che ad essere in difficoltà erano i Big di Wall Street, come Citigroup. Tuttavia i nuovi dati, esposti dal US Treasury Department, evidenziano che anche gli istituti finanziari americani, stavolta di dimensioni medio piccole, hanno richiesto l’aiuto del tesoro statunitense. Sono 19 banche, e la manovra di intervento dovrebbe costare circa 33 miliardi di dollari.

Societa’ Fondi Ricevuti
(miliardi di dollari)
PNC Financial Services Group 7,70
Capital One Financial Corp 3,50
Regions Financial Corp 3,50
SunTrust Banks Inc 3,50
BB&T Corp 3,10
KeyCorp 2,50
Comerica 2,25
Northern Trust Corp 1,50
Huntington Bancshares 1,40
Zions Bancorp 1,40
First Horizon National Corp 0,87
City National Corp 0,39
Valley National Bancorp 0,33
UCBH Holdings Inc 0,29
Umpqua Holdings Corp 0,24
Washington Federal 0,20
First Niagara Financial Group 0,18

Il quesito che si sta ponendo adesso il mercato è: “questi soldi effettivamente stanno aiutando le istituzioni finanziarie in difficoltà“. Un dubbio che probabilmente troverà risposta solo tra qualche mese. La certezza comunque è che già alcune società hanno speso, senza alcun migliormaneto, i fondi di aiuto, come successo per AIG, che in poche settimane ha di fatto perso circa 90 miliardi di dollari.

Forse i governi ed i ministeri del tesoro hanno affrontato la situazione con troppa fretta, in pochi giorni e con poche informazioni hanno messo in gioco ingenti quantità di denaro. Forse era meglio effettuare delle valutazioni precise.
Le banche di solito, e giustamente, prima di prestare del denaro richiedono una miriade di informazioni, come mai i governi non hanno fatto lo stesso con le banche! A voi giudicare!

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