Volkswagen-Porsche, un terremoto da 30 miliardi

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di Marco Mairate 29 Ottobre 2008 | 11:20
Il caso Volkswagen-Porsche continua a tenere banco sulla stampa finanziaria mondiale. Come è noto, il raid compiuto da Porsche ai ‘danni’ di Volkswagen è costato parecchi soldi ai fondi hedge e ai trading desk delle banche commerciali, che si sono tutti trovati dalla parte ‘sbagliata’ del trade.

Secondo quanto riporta il Financial Times, sarebbero più di 100 i fondi hedge che hanno scommesso sul ribasso delle azioni Volkswagen ordinarie scegliendo invece le azioni privilegiate.

Quando Porsche ha svelato di essere salita al 74% di VW, le azioni di quest’ultima sono volate costringendo gli hedge a ricoprirsi sul titolo comprando altre azioni (il grafico a fianco mostra lo spread tra azioni ordinarie e preference VW Fonte: Wall $treet Folly)

Sfortunatamente il flottante rimasto sul mercato era ben poca cosa (5,8%) creando una situazione di panico tra i gestori che non trovavano azioni da comprare e spingendo ancora più in alto il prezzo della casa automobilistica, arrivato a capitalizzare più di Exxon Mobil.

Il giornale britannico parla di vera e propria crisi isterica tra i gestori che secondo le prime ricostruzioni potrebbero aver perso nel ‘trade’ qualcosa come 30 miliardi di euro.

Ma non sono solo gli hedge ad essere colpiti dal ciclone Porsche. Anche alcune grandi banche internazionali sembrano essere finite nella trappola.

Ieri sul mercato francese i due più grandi gruppi bancari del paese, Societe Generale e BNP Paribas, scendevano di oltre dieci punti percentuali su rumors di perdite sul fronte dei derivati. Oggi il titolo Societe Generale perde il 2% in una giornata dove i titoli (soprattutto i bancari) segnano rialzi a due cifre.

Negli Stati Uniti, Goldman Sachs e Morgan stanley crollavano sotto il peso di rumors simili.  In entrambi i casi, la speculazione vede le quattro banche coinvolte nell’operazione su VW. Mentre le due banche statunitensi hanno smentito qualsiasi coinvolgimento nell’operazione Porsche-VW, i costi per assicurare il debito delle banche statunitensi continua a salire.

Secondo il mercato dei CDS (borsa OTC dove vengono scambiate le cosiddette assicurazioni sul debito corporate), il CDS sul debito di Goldman Sachs è salito di 15 bps a 310 punti (310.000 dollari all’anno, per 5 anni per assicurare 10 milioni di debito) mentre per Morgan Stanley, il costo per assicurare 10 milioni di dollari è saluto a 410.000 dollari all’anno per cinque anni.

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