Fondo salva-banche, l'Italia imita la Francia?

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di Redazione 30 Ottobre 2008 | 10:26
Per il Governo italiano prende sempre più forma l’ipotesi dell’approvazione nelle prossime ore di un fondo alla francese per venire in aiuto degli istituti di credito in difficoltà. Uno strumento dotato di 15-20 miliardi di euro che dovrebbe seguire quattro linee guida.

Silvio Berlusconi potrebbe prendere esempio dal suo collega Nicolas Sarkozy, per creare uno fondo salva banche sulla scia del modello dei cugini francesi.

Nel dettaglio, si tratterebbe della creazione di un fondo statale finalizzato alla sottoscrizione, su richiesta di ogni singolo istituto, di obbligazioni subordinate convertibili in azioni ordinarie. Scopo del fondo sarebbe quella di rappresentare un plafond di garanzia, come già avvenuto in Francia, per quelle banche che necessitano di ricapitalizzarsi, per portare il proprio Core Tier 1, il rapporto tra patrimonio e attivi ponderati, all’8%, come richiesto dall’Unione Europea.

Il fondo, dotato di circa  15-20 miliardi, dovrebbe  seguire quattro linee guida. In particolare, si tartta della sottoscrizione di emissioni riservate, che potrebbero essere convertibili a richiesta da ciascun istituto, avrebbero una durata pari a 3 anni per le banche ordinarie, e cinque anni per quelle cooperative o popolari e sarebbero in grado di garantire una cedola con un buono spread sull’Euribor a tre mesi.

Rimane, però ancora aperto il dubbio su chi dovrà costituire questo fondo
. Si parla della Cassa Depositi e Prestiti, ma non è escluso un altro istituto.

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