I tagli dalle maggiori Banche Centrali non risollevano le Borse

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di Redazione 7 Novembre 2008 | 08:00
Il feeling predominante sui mercati è ancora legato all’avversione al rischio. La crisi finanziaria si sta dunque lentamente trasferendo all’economia reale. E ora, l’attenzione dei banchieri è concentrata sul contenimento dei rischi al ribasso per la crescita economica dei singoli Stati piuttosto che sui rischi inflattivi.

Nonostante una sorta di politica monetaria espansiva a livello globale, che ha visto molte delle maggiori Banche Centrali ridurre il costo del denaro – Usd 50bp, Aud 75bp, Gbp 150bp, Eur 50bp, Chf 50bp – le borse hanno mostrato ulteriori segni di debolezza, con lo S&P500 giù del 5% ed i mercati asiatici in sofferenza sia sul fronte giapponese che australiano. La crisi finanziaria si sta dunque lentamente trasferendo all’economia reale, e questo ci è confermato dal fatto che l’attenzione dei banchieri, è ora concentrata sul contenimento dei rischi al ribasso per la crescita economica dei singoli Stati piuttosto che sui rischi inflattivi.

La Banca Centrale Europea ha, come sempre, cercato di fare lo stretto indispensabile, limitando il taglio a 50 bp, mossa ampiamente scontata dal mercato e già incorporata nei prezzi battuti durante questi ultimi giorni, a differenza di quanto successo al di là delle Alpi ed in Inghilterra, dove le mosse sono riuscite appieno a sortire l’effetto sorpresa. Nello statement accompagnatorio del meeting della Bank of England, si dice che esistono rischi sostanziali di calo dell’inflazione al di sotto del target rate del 2% e che il settore bancario sta affrontando la più grande crisi da un secolo a questa parte. Con i tassi più bassi degli ultimi 50 anni, crediamo che l’istituto centrale abbia inviato un chiaro messaggio circa le condizioni dell’economia inglese, ma sarà veramente molto importante leggere l’inflation report che verrà pubblicato settimana prossima (potrebbe tra l’altro contenere dettagli maggiori sulle future intenzioni della Banca). Nella più vicina Svizzera invece, le motivazioni che hanno spinto al taglio a sorpresa sono state identificate in un deterioramento dell’economia globale più rapido di quanto si pensasse che potrebbe impattare negativamente sulla crescita elvetica nei prossimi mesi. Inoltre, la SNB, ha dichiarato che guarderà con attenzione i movimenti che avverranno sul mercato dei cambi, poiché ulteriori apprezzamenti del franco potrebbero urtare seriamente le esportazioni del paese. Finchè però il vero driver del mercato rimarrà l’avversione al rischio che saprà limitare ancora per un po’ il downside del franco.

Oggi prevista la pubblicazione dei non farm payrolls, alle 14.30: Previsto un declino di 200 mila unità.

Passando all’analisi tecnica, notiamo come sia interessante anche per oggi la situazione in cui si trova l’eurodollaro. Vediamo che il movimento di discesa è confinato all’interno di un canale provato perfettamente due giorni fa a 1.3120. Se si osserva un grafico a 240 minuti si nota come per oggi la parte superiore del canale ha un profondo significato. Intorno ad 1.3040 transitano infatti la trendline discendente appena evidenziata, il secondo pivot point di giornata ed infine la trendline superiore (discendente) della figura di triangolo evidenziata anche ieri (il livello potrebbe risultare distante ma la liquidità ancora scarsa, unita al dato delle 14.30, potrebbe creare grande volatilità). Consideriamo la stessa figura per avere un’indicazione per un supporto interessante: questo può essere individuato a 1.2640, la cui rottura aggiungeremmo potrebbe riportare su livelli di euro visti a fine ottobre.

Passando al dollaro yen, vediamo come il secondo pivot di supporto giornaliero coincida con il minimo relativo del 31 ottobre e quindi si da considerare come un livello di attenzione.

Lo yen nei confronti dell’euro, dietro una nuova ondata di pessimismo delle borse, potrebbe portare al primo supporto identificabile di 121.50. Oltrepassato questo si aprirebbe un notevole spazio a ribasso.

La sterlina, dopo il taglio a sorpresa, ha perso terreno nei confronti di tutte le valute. Il cable sembra intenzionato ad andare al test del minimo del 27 ottobre a 1.5281 e nei confronti del’euro sembra oramai ad un passo il massimo di 0.8200: quest’ultimo livello è piuttosto interessante in quanto il superamento è stato provato per ben tre volte senza successo (peraltro risulterebbe molto semplice il posizionamento di uno stop protettivo).

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