Crac Islanda e Ungheria, 18 miliardi dal Fmi

L’Islanda potrebbe ricevere presto 6 miliardi di dollari sottoforma di aiuti finanziari da un gruppo di paesi dell’Unione europea guidati dal Fondo monetario internazionale.

Nel dettaglio, il gruppo è composto da Polonia, Paesi scandinavi, Regno Unito e Olanda. E’ proprio un 2008 da dimenticare per l’Islanda, ieri, dopo la drastica riduzione di tre punti percentuali e mezzo del tasso di interesse decisa non più tardi di due settimane fa, ha elevato i tassi di interesse, a sorpresa, portandoli a quota 18%. E a ottobre il rating dell’isola è sceso a A3.

Tra i motivi che possono aver spinto il governo a prendere una decisione del genere ci sono, le difficoltà in cui sono finite le banche islandesi, alcune sono state già nazionalizzate, il crollo della valuta, l’inflazione galoppante e la pesante crisi del settore immobiliare. La Banca centrale d’Islanda ha, inoltre, annunciato una recessione più grave del previsto, con un Pil in caduta dell’8,3% l’anno prossimo, contro il -2% stimato a luglio, e un’inflazione che supererà il 14%, contro il 7,6% ipotizzato in precedenza.

Il Fmi ha già pronti 2,1 miliardi di dollari, ma l’approvazione da parte del board è stata rinviata a lunedì 10 novembre. Arriveranno fondi anche dalla Norvegia e dalle Isole Far Oer rispettivamente per 500 e 51 milioni di euro.

E per quanto riguarda l’Ungheria il Fmi ha approvato un prestito da 12,3 miliardi. Il prestito, annunciato il 28 ottobre e adottato secondo la procedura d’urgenza, prevede l’immediato sblocco di 4,9 miliardi.

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