Aedes si guarda intorno, fondo Carlyle all'orizzonte?

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Avatar di Marcella Persola 10 Novembre 2008 | 09:15
Sopaf abbandona il tavolo della trattativa dopo che il Cda di Aedes ha accolto timidamente le proposta della prima bozza sul riequilibrio finanziario del gruppo. Ora la società di Castelli si guarda intorno. Rientrano in gioco Sansedoni e il fondo Carlyle.

Non sembra esserci tregua per Aedes. La società guidata da Luca Castelli ha ricevuto da parte di Sopaf una lettera nella quale la società della famiglia Magnoni annuncia di abbandonare le trattative, dopo che la prima bozza proposta da Sopaf riguardo il piano di riequilibrio finanziario era stata accolta timidamente dal consiglio di amministrazione di Aedes.

La decisione potrebbe essere maturata anche dopo la comunicazione emessa il 3 novembre da Aedes che si sentiva chiamata a precisare alcuni elementi del piano, ossia: che l’aumento di capitale relativo alla manifestazione d’interesse di Sopaf si intendeva fino a un importo massimo di 171 milioni e che la conversione di crediti chirografari richiesta agli istituti di credito, per un importo stimato pari a circa 320 milioni è superiore alla stima contenuta nella manifestazione d’interesse del 17 settembre 2008, che faceva riferimento ad un importo pari a circa 175 milioni.

Inoltre la modifica delle condizioni richieste alle banche e alcune delle ipotesi strategiche contenute nella “prima bozza di lavoro” di Sopaf, in particolare, il piano di cessione di gran parte del patrimonio immobiliare di Gruppo, comprendente tra l’altro la vendita di tutte le attività estere e le partecipazioni in joint venture, prevista peraltro in un arco temporale breve, avevano portato – così come è citato nella nota -  il Consiglio di Amministrazione ad ipotizzare e valutare in via prudenziale soluzioni alternative anche sondando il potenziale interesse di altri soggetti.

Ma al momento gli “altri interessati” non sembrano aver fatto nessuna mossa. Anzi lo scorso venerdì il presidente di Sansedoni Luca Boneschi aveva annunciato che per loro il “fascicolo Aedes è chiuso”. La società infatti aveva presentato a sua volta un “progetto industriale – ha ricordato Bonechi – non lo hanno accettato e adesso non riapriamo il dossier”.

Ora rientra in gioco il fondo Carlyle, che sembrerebbe l’unico rimasto in campo. Anche se ormai la società guidata da Luca Castelli ci ha abituato a diversi coup de theatre quindi è ipotizzabile che la trattativa con Sansedoni non sia del tutto finita. Aspettermo il cda di giovedì 13 novembre per vedere quali saranno i soggetti coinvolti. 

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