Lo ZEW non basta

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di Redazione 12 Novembre 2008 | 07:58
Oramai è chiaro a tutti come una perdita sui listini azionari porti immediatamente ad un apprezzamento del dollaro nei confronti della moneta unica, indipendentemente da quanto sia profonda la crisi negli States.

Così è stato anche nelle ultime ventiquattro ore: Wall Street ha lasciato sul terreno, in un giorno di parziale apertura (i listini obbligazionari infatti sono rimasti chiusi per il Veterans day), mediamente il 2% immediatamente seguito da Tokyo con un livello una perdita del -1.3%. Ancora una volta la crisi ha avuto inizio proprio dagli Stati Uniti, dove il mercato dell’auto aspetta risposte chiare dopo l’ennesima perdita a due cifre dei colossi produttori di auto: General Motors, il maggiore ed il più in difficoltà, sembra sempre più prossimo alla bancarotta con stime di riserve operative in esaurimento entro la fine dell’anno ed un valore per azione pari a quello del 1943.

La nuova ondata della crisi ha portato il cambio più osservato dal mercato ad un calo di più di due figure dal livello di apertura della giornata. A niente è servita la pubblicazione dal dato europeo dell’indice tedesco Zew: una rilevazione a -53, rispetto a -63 atteso non è bastata a mantenere l’euro su livelli di apertura. Questa indifferenza del mercato può essere spiegata dal fatto che molti analisti vedono il dato come una correzione dovuta dopo i livelli record negativi dei mesi passati e spiegabile peraltro con la forte relazione dell’indice redatto dall’istituto tedesco all’andamento del DAX: la borsa di Francoforte ha infatti coretto dal minimo proprio nel periodo preso in considerazione per la rilevazione.

Dal punto di vista tecnico l’eurodollaro è giunto al test del supporto del 4 novembre a 1.2527 riuscendo ad oltrepassarlo solo temporaneamente. Data la rapida ripresa del cambio consideriamo ancora quello come primo livello di interesse per contenere l’apprezzamento del dollaro, oltre il quale non rimarrebbe che il doppio minimo del 27 e 28 ottobre a 1.2330. Come livello di resistenza prendiamo in considerazione 1.2920, confermato, anche questa volta, dal secondo pivot point di giornata, dalla media mobile a 100 periodi e dalla trendline discendente con inizio da 1.33 figura.

Seguendo la rotta tracciata dal dollaro e dai mercati azionari negativi anche lo Yen ha vissuto una nuova giornata di forza, guadagnando in un pomeriggio più di  4 figure sia  nei confronti della moneta unica, scendendo dal massimo a 125.00  fino a 121.72 di questa notte, sia nei confronti della sterlina, passata da 153.27 al minimo a 149.27. Per la giornata odierna in entrambi i casi individuiamo il pivot centrale, posto in area 122.82 per EurJpy e 151.02 per GbpJpy, come livello importante di resistenza, la rottura del quale porterebbe i due cross a rivedere  i livelli delle giornate precedenti; da non escludere la tenuta di tale resistenza che caratterizzerebbe una nuova discesa verso i minimi della notte ossia 121.72 e 149.27.

Oltre alla possibile ripresa dell’Euro e della sterlina conto la moneta nipponica, ci piace far notare anche il rilancio de dollaro australiano contro il biglietto verde; difatti il movimento rialzista in atto questa mattina appare consistente e buono per  pressare il cambio nuovamente in area 0.6670.

Rimanendo sempre in tema dollaro, indichiamo per UsdChf il supporto a 1.1832 e la resistenza di giornata a 1.1900.

Infine, nel breve periodo, sta divenendo  sempre più importante per EurGbp il supporto a 0.8130; quindi anche per oggi sottolineiamo tale punto tecnico, anche se, vista la ripresa mattutina dell’Euro e la ormai cronica debolezza della sterlina, sembra più probabile un nuovo movimento verso i massimi in area 0.8200 -0.8230.

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