Mettiamoci una pietra sopra

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di Redazione 12 Novembre 2008 | 08:10
Da una parte abbiamo gli Stati Uniti, paese con bilancia commercial pesantemente negativa e dall’altra abbiamo la Cina che ha annunciato un surplus commerciale record ad ottobre di circa 28 miliardi di euro. No, non è proprio possibile ignorare quello che sta succedendo in Cina e petrolio a buon mercato e dollaro forte sono incompatibili con la realtà prossima ventura.

Cosa si sarebbe portati a pensare guardando i semplici numeri ? Che gli americani prima si siano riempiti di merci cinesi e che ora siano ora pronti a cedere in cambio le proprie aziende ? Poteva essere plausibile sino a qualche mese fa quando ancora i cinesi avevano una sorta di timore reverenziale per i “grossi” nomi della finanza americana e investirono 3 miliardi in Blackstone, miliardi ridottisi ormai a quasi un terzo del valore.

Ricordo ancora le parole di Steve Schwarzman, co-fondatore di Blackstone che dichiarava “Si tratta di un segnale molto importante, che conferma che la Cina è pronta a diversificare le proprie riserve e a liberalizzare i propri flussi di cassa. E’ un punto di svolta cruciale, che prelude a un’ulteriore apertura del mercato cinese”.

L’apertura c’e’ stata, ma i cinesi hanno subito capito che “buttare” miliardi nel settore finanziario americano era solo un modo per distruggere ricchezza.

Oggi Blackstone sta cercando di rilevare una quota del Super Brand Mall di Shanghai dal Charoen Pokphand Group, dopo aver già sborsato 600 milioni di dollari Usa per acquistare una quota pari al 20% del capitale di Bluestar, controllata del conglomerato chimico ChemChina e particolarmente attiva sui mercati esteri.

Si possono forse ignorare gli effetti di un piano di investimenti da 4 mila miliardi di yuan, pari a circa 586 miliardi di dollari, per il prossimo biennio ? Piano che prevede sia investimenti per la ricostruzione delle infrastrutture colpite dalle ultime catastrofi nazionali, sia riforme sostanziali per l’Iva che da sole potrebbero costare 120 miliardi di yuan e tagli fiscali per stimolare la crescita.

No, non è proprio possibile ignorare quello che sta succedendo in Cina e petrolio a buon mercato e dollaro forte sono incompatibili con la realtà prossima ventura.

In America ci sono troppi debiti, troppe aziende decotte da salvare e troppi dollari ancora da stampare.

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