Fondi immobiliari: per Assogestioni apertura verso i fondi aperti

A
A
A
di Marcella Persola 17 Novembre 2008 | 09:15
Fondi immobiliari allo stallo? L’industria non ne sembra molto convinta, anzi gli operatori confermano che l’industria è sana e che ha reagito molto bene alle turbolenze dei mercati e che è pronta anche per nuovi prodotti. Dopo i fondi di fondi, si pensa ai fondi aperti.

Dopo i fondi di fondi immobiliari, sarà la volta dei fondi aperti immobiliari? Si chiude con questo interrogativo la tavola rotonda organizzata da Assogestioni lo scorso venerdì a Roma sulle novità e prospettive di sviluppo per i fondi immobiliari italiani. Durante l’evento Sonia Maffei, direttore della divisione Previdenza e Immobiliare dell’associazione, ha chiesto ai partecipanti di affrontare quelle che sono le tematiche calde per l’industria immobiliare italiana. 

E l’occasione è stata un momento di riflessioni. Il messaggio lanciato dagli operatori è che l’industria dei fondi immobiliari si è dimostrata solida e ha saputo reggere bene alle turbolenze dei mercati e che le novità introdotte e che sono in programma non potranno che portare beneficio alla crescita del mercato.

Giovanni Di Corato, a.d. di Caam Real Estate Italia SGR Spa, ha sottolineato che: “se è vero che lo strumento fondi di fondi è un ottimo strumento per la gestione è vero anche che il retail è aggredibile dalla finanza immobiliare soltanto con strutture aperte”. Opinione condivisa dagli altri operatori. In primis Bnl Fondi Immobiliari SGR che ha già creato un fondo aperto, e che ha precisato Ivano Ilardo, d.g. della società, il fondo si sta comportando molto bene. E sicuramente l’introduzione di tali strumenti potrebbe arricchire il panorama, così come è stato con l’introduzione dei fondi di fondi.

Giovanni Paviera, a.d. di Generali Immobiliare Italia SGR Spa ha ricordato: “I fondi di fondi immobiliari hanno completato il panorama. Ma l’approccio è molto diverso: la capacità di gestire bene un fondo di fondi sta nella capacità di selezionare i migliori fund manager” e ha chiesto alla platea se i fondi di fondi siano adatti a un pubblico retail.

Ivano Ilardo ha affermato che: “Stiamo ragionando su come questo prodotto si possa proporre al retail ma ad ora ci sembra sia adatto solo a investitori istituzionali”. Andrea Boeri, a.d. Pirelli & C. Real Estate SGR Spa ha dichiarato che “lo strumento fondi di fondi è interessante ma non adatta a un pubblico retail” e nel sottolineare gli elementi positivi dei fondi ha ricordato che: “presentano una volatilità paragonabile a quella dei bond”. Anche se è vero che esiste un problema di costo soprattutto per i fondi retail. 

E Dario Valentini, a.d. di Investire Immobiliare ha puntato il dito contro il collocamento: “I fondi retail sono venduti male” ha sentenziato l’a.d. della controllata di Banca Finnat. “Pagano un costo di distribuzione esoso e le banche in regime di pre-Mifid lo sappiamo che volevano delle fees per collocarli“. Ed è stato proprio questo il motivo che ha portato a una crescita rilevante dei fondi riservati. Infatti i fondi retail presentano ancora degli elementi che li rendono poco appetibili come: scambi ridotti e sconti molto alti. Chissà allora se l’introduzione dei fondi aperti non possa creare maggiore dinamismo nel settore.

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo
NEWSLETTER
Iscriviti