Settimana interlocutoria

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di Redazione 18 Novembre 2008 | 07:50
La giornata di ieri può essere etichettata come quasi tranquilla, senza movimenti che si possono definire importanti, dopo un week end come quello appena passato che, secondo alcuni analisti, potrebbe aver posto le basi per importanti interventi in futuro.

I mercati azionari americani hanno continuato la loro discesa sebbene l’EurUsd sia riuscito a recuperare più di due figure dall’apertura di domenica notte. Una cosa interessante da notare è che lo spread tra Libor ed OIS abbia ricominciato ad allargarsi, guidato dall’ancora, ahinoi elevato, rischio percepito di controparte. Il fatto che dà da pensare è che questo sta succedendo nonostante il Governo americano, abbia essenzialmente cercato di tranquillizzare la situazione sul mercato interbancario tramite delle garanzie sui prestiti. In parole povere, la paura che dominava le banche al momento di prestarsi denaro, non è completamente scemata, anzi persiste in un momento in cui il rischio di ulteriori “capital write down” potrebbero venire registrati sui libri contabili delle stesse.

I dati macroeconomici hanno mostrato una produzione industriale relativa al mese di ottobre in ripresa, con un +1.3% sul mese contro il pessimo dato rilasciato a Settembre, mentre l’Empire Manufacturing Index per il mese di novembre ha mostrato ulteriori segni di debolezza, con il comparto delle attività correnti che ha toccato il livello minimo di tutti i tempi a -25.4 (da un non comunque confortante -24.6 precedente).

Altri avvenimenti degni di nota che vivremo durante questa settimana sono sicuramente riconducibili agli appuntamenti del Presidente Obama relativi alla decisione di chi dovrà intraprendere la carica di Segretario del Tesoro e Segretario di Stato, oltre che alla pubblicazione delle minute di ottobre del consiglio del FOMC, nelle quali presumibilmente verrà ribadito che non è ancora stato fissato un floor alla discesa dei tassi.

Andando ad analizzare il cambio EurUsd notiamo come ci si trovi ancora davanti ad una tendenza ribassista.

Più nel breve notiamo come dal massimo del 30 ottobre scorso sia possibile individuare una trendline ribassista che deve essere presa in considerazione come livello di resistenza del cambio. Questo punto di resistenza transita oggi per 1.2750 ed il fatto che passi esattamente dove transita la media mobile a 100 periodi ne rafforza il livello. Per quanto possa sembrare distante il primo livello di supporto è invece da ricercare precisamente a 1.24 figura, minimo relativo di giovedì scorso.

È possibile individuare una configurazione simile sul dollaro yen: in questo caso il livello di resistenza da considerare è dato da 97.80 (perfettamente coincidente, anche in questo caso, con la media mobile a 100 periodi su un grafico a 240 min). 94.55 può essere considerato come un ottimo livello di resistenza per chi voglia provare un ingresso a favore del biglietto verde.

La ripresa della sterlina di ieri ha favorito una salita del cable dai minimi del 2002 visti fine settimana scorsa.

1.5250 sembra essere il primo livello a cui questa ripresa possa tendere. Data la volatilità del cambio 1.4560, minimo di giovedì, deve essere considerato come supporto chiave.

Sempre in ambito di sterlina, ma contro euro, vediamo che la ripresa di orgoglio ha riportato i prezzi 250 punti al di sotto del massimo visto la precedente volta prima dell’introduzione dell’euro, e quindi utilizzando come termine di paragone il marco tedesco, 0.86 nel lontano 1996. La tendenza nonostante tutto rimane a favore di euro almeno sino a che il cambio non riesca a riportarsi al di sotto di quel 0.82 che ha guidato, con la rottura, ad una salita repentina.

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