Ancora debolezza per l’Euro!

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di Redazione 19 Novembre 2008 | 08:00
L’apparente tranquillità di queste ultime ore sui mercati non deve trarre in inganno coloro che operano sui mercati. La tensione resta alle stelle e la correlazione tra mercati azionari e valutari resta il tema dominante.

La forza del dollaro continua a rispecchiarsi con i timori di deflazione globale e di riduzione del costo del denaro da parte delle maggiori banche centrali.

La sensazione che i tassi inglesi ed Europei possano raggiungere quelli americani si fa strada tra gli analisti e questo non fa altro che produrre effetti di rialzo per il biglietto verde con conseguente declino strutturale della moneta unica, che non riesce proprio a violare le resistenze.

Questo deve far riflettere perché il cosiddetto paradosso del dollaro, cioè il fatto che la valuta americana continui a rafforzarsi in un periodo di recessione americana maggiore che altrove, sembra destinato a perdurare nel tempo.

Il grafico giornaliero del cambio principale ci fornisce indicazioni per il medio termine, in quanto la eventuale  mancata violazione di 1.2840 e quindi 1.3150 lascia aperta la possibilità che il cambio scenda ancora verso 1.2000 e di conseguenza anche 1.1680 che rappresenta il supporto di medio termine e che non si deve escludere a priori solo perché apparentemente lontano dai livelli attuali.

Fino a che non vedremo un cambiamento dello scenario deflazione-riduzione tassi, è probabile che la salita del biglietto verde possa continuare ad essere il tema dominante, tema che porta con se anche la rivalutazione dello Yen sulle valute ad alto tasso e il calo della sterlina che però potrebbe fermarsi a breve proprio per la presenza di divergenze rialziste nei grafici a medio termine e per il fatto che la divisa britannica e’ in evidente condizione di eccesso di ipervenduto.

In effetti a ben vedere, nonostante la caduta continua delle borse (anche stanotte Tokyo ha chiuso in rosso), sembra di vedere una tenuta sostanziale dell’Euro, che però non riesce a sfociare in un cambiamento sostanziale dei trend in atto. La crisi macroeconomica, secondo molti esperti, è solo all’inizio e durerà per almeno due trimestri del 2009. In controtendenza invece il Presidente della Bce Trichet ha affermato che per ora in Eurolandia non ci sono ‘tendenze deflazionistiche’. Nei giorni scorsi il commissario europeo agli affari economici, Joaquin Almunia, aveva dichiarato che l’Ue sta vivendo una fase di recessione ‘con rischi di deflazione’. ‘Dobbiamo essere pragmatici e tenerci il piu’ possibile vicini a fatti e cifre’, ha detto Trichet ribadendo che la Banca centrale europea ‘e’ pronta a tagliare i tassi se necessario’.

Il problema è sempre lo stesso, per la Bce abbassare i tassi è difficile, proprio per le differenti condizioni in cui si trovano i diversi paesi europei ed è anche per tale ragione che l’euro scende, proprio perché le aspettative sono forse peggiori in Europa che altrove per l’incapacità di essere flessibili e dinamici di fronte ai cambiamenti congiunturali.

 

Nel breve periodo l’Eursud potrebbe scendere, se non rompesse al rialzo 1.2670, con obiettivi di 1.2570 e 1.2500.  UsdChf che invece potrebbe salire verso 1.2060 mentre il UsdJpy appare in discesa con target 96.50. Cable che dovrebbe restare in area 1.4900 1.5090 mentre l’EurChf potrebbe scendere verso 1.5050.

EurJpy in discesa verso 120 mentre l’EurGbp potrebbe anche salire in area 0.8470 prima di un’altra caduta.

AudUsd che rimane da comrpare sui ribassi mentre il UsdCad consolida tra 1.2190 e 1.2370. EurAud ed EurNzd da vendere sui rialzi.

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