CDS – regolamentazione entro la fine del 2008

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di Marco Mairate 19 Novembre 2008 | 12:15
Lo hanno chiesto i cinque più grandi gestori hedge della terra, lo ha chiesto il mercato dopo il fallimento di Lehman Brothers e AIG, lo chiede il Congresso Usa: entro la fine dell’anno il tanto chiacchierato universo dei CDS verrà regolamentato con la costituzione di una o più contraporti per un mercato che ormai vale cinque volte il debito pubblico degli Stati Uniti.

FONTE: ISDADopo il fallimento di Lehman brothers e il salvataggio di Aig, due grandi protagonisti del mercato dei Cds (Credit Default Swaps), si è accelerato il processo di creazione di una clearing house (letteralmente la cassa di compensazione già utilizzata in altri mercati dove vengono scambiati strumenti derivati come future o opzioni) per porre la parola fine all’opacità e incertezze che contraddistingue gli strumenti derivati di ultima generazione.

Ovviamente il problema si pone in particolare modo per i titoli CDS, un mercato cresciuto esponenzialmente negli ultimi 5 anni il cui valore nominale ha ormai superato per eccesso i 55 trilioni di dollari.

“Questi strumenti sono cresciuti a dismisura e oggi hanno una dimensione pari a diverse volte le obbligazioni sottostanti e cinque volte tutto il debito pubblico degli Stati Uniti” ha detto di recente George Soros la scorsa settimana durante la sua audizione al Congresso.

I RISCHI DI CONTROPARTE

Senza una clearing house centrale, chi compra o vende Cds non è mai sicuro che la sua controparte sia in grado di soddisfare gli obblighi sottoscritti; prezzi e volumi di scambi inoltre non sono trasparenti. Ma le banche che trattano Cds non si sono ancora messe d’ accordo sul varo della cassa e le autorità non intervengono per costringerle.

I due progetti più avanzati sono allo studio a Chicago e a Londra ma se ne parlerà nel 2009.  Kenneth Griffin, fondatore di Citadel Investment Group, ha puntato il dito contro la rapida crescita di prodotti di ingegneria finanziaria che ha portato ‘opacità’ sul mercato e diffuso il rischio pressoché in tutti le istituzioni (Citadel compresa).

Per questo è necessario creare una clearing house per i derivati OTC, una soluzione che avrà come effetto: “il sistematico ridimensionamento del rischio e una maggior trasparenza di tutto il mercato”. Proprio in questa direzione, Citadel e il CME (Chicago Mercantile Exchange) si sono mosse per creare una sorta di ‘casa di compensazione per il mercato dei Credit Default Swaps.

Anche il numero uno della Sec, Cristopher Cox ha espresso tutti i suoi dubbi sul buon funzionamento dei mercati OTC: “Ad oggi, è spesso impossibile sapere chi c’è dall’altra parte di un contratto swap, e questo non fa che aumentare i rischi di mercato”.

I TEMPI DI ATTESA

Una prima clearing house centrale dovrebbe prendere il via negli Stati Uniti tra la fine del mese e dicembre. In totale sarebbero quattro le società coinvolta in questo progetto: The Clearing Corporation (controllata da Intercontinental Exchage);  CME, il più grande mercato dei future al mondo; LIFFE, divisione derivati del NYSE/Euronext e l’Eurex, la branch di Deutsche Borse che gestisce il mercato dei derivati.

In Europa però  il quadro è ancora frastagliato e gli operatori non hanno raggiunto un accordo su chi e come regolamentare questo mondo ‘over the counter’. Secondo il FT domani a Bruxelles dovrebbe discutere il problema.

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