Cina, la borsa che verrà

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di Redazione 24 Novembre 2008 | 08:05
Sono molte le domande che si pongono gli operatori alla vigilia del più grosso piano di investimenti che i mercati asiatici abbiano mai visto nella loro storia. Quale sarà il ruolo delle società quotate nello sviluppo dei consumi interni del paese? Quante di queste, dovranno cambiare per poter prosperare o semplicemente sopravvivere?

Oggi la notizia che avrebbe dovuto focalizzare i mercati asiatici su un tema ben preciso, ossia quello dei consumi energetici della Cina e degli approvvigionamenti petroliferi, è stato praticamente ignorato. Cnooc Ltd. e i suoi partner andranno a spendere oltre 200 miliardi di yuan, pari a quasi 30 miliardi di dollari per costruire nuovi depositi per il carburante nelle regioni del sud della Cina e consegneranno 15 miliardi di yuan alla China National Offshore Oil per provvedere a nuove ricerche e per effettuare nuove perforazioni nel mare di fronte alla Cina e anche in Vietnam e in Indonesia. Ma i mercati hanno praticamente trascurato la notizia e le sue implicazioni.

Ciò che invece ha catalizzato l’attenzione di tutti gli operatori è stato l’arresto, o meglio il presunto arresto del giovane miliardario Huang Guangyu, presidente della GOME Electricity Appliance, la più grande produttrice di elettrodomestici della Cina, che ha quanto pare è indagato per aver operato delle manipolazioni di alcuni titoli quotati alla Borsa di Shanghai in collaborazione col fratello, il finanziere Huang Junqin.

Le quotazioni di GOME Electricity Appliance, sono per oggi sospese e la borsa di Shanghai si appresta a chiudere con un significativo segno negativo.

Sono tante le domande che si pongono gli operatori alla vigilia del più grosso piano di investimenti che i mercati asiatici abbiano mai visto nella loro storia. Quale sarà il ruolo delle società quotate nello sviluppo dei consumi interni del paese ? Quante di queste, seguendo il modello russo, dovranno cambiare “padrone” per poter prosperare o semplicemente sopravvivere ?

E’ strano che la notizia, rigorosamente non ufficiale, del fermo per indagini del finanziere sia trapelata sui giornali il giorno stesso delle comunicazioni dei dati di vendita della società passati da 30.3 miliardi di yuan a 36.4 con un raddoppio degli utili da 753.2 milioni a 1.59 miliardi di yuan nei soli primi 9 mesi dell’anno.

Chi è solito seguire le “cose cinesi” ritiene che il governo stia mandando un segnale preciso. Vogliamo società quotate e borsa al servizio del paese.

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