Mutui: gli interessi resteranno bassi a lungo

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di Finanza Operativa 15 Settembre 2016 | 10:00

Interessi attesi ancora molto bassi nell’Eurozona. Parola di Mario Draghi, il presidente della Banca Centrale Europea, che nel suo discorso dell’8 settembre ha comunicato un sostanziale nulla di fatto nella situazione monetaria dell’Unione. “Continuiamo ad attenderci tassi di interesse pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività”. In altre parole: il quantitative easing, ovvero l’immissione di liquidi da parte di Francoforte nell’economia europea attraverso l’acquisto di titoli di Stato, andrà avanti ancora per parecchio tempo.
Che effetto avrà questo sui tassi dei mutui? Naturalmente, con il parallelismo che spesso abbiamo sottolineato, se i tassi bancari restano bassi, tali resteranno anche quelli sui mutui. Il che vuol dire che sarà sempre più conveniente, da oggi in poi, chiedere un prestito per acquistare mattone. E potrebbe essere quindi conveniente addirittura rischiare di stipulare mutui a tasso variabile, dato che, a quanto pare, il costo del denaro continuerà a sprofondare oltre i minimi. Anche se, probabilmente, il tasso fisso resta comunque la scelta più prudente ai livelli attuali.
Livelli che, almeno in Italia, per quanto bassi pare non siano però abbastanza bassi rispetto al resto d’Europa. Denunciano infatti Adusbef e Federconsumatori, citando l’ultimo bollettino BCE, che i tassi sui mutui italiani restano più cari della media europea. Se a casa nostra i prestiti per l’acquisto dell’abitazione costano infatti il 2,51%, nel resto dell’Unione i tassi in media sono del 2,02%, lo 0,49% in meno, che tradotto significa, per ogni 100 mila euro di erogato per un mutuo ventennale, oltre 5.600 euro di interessi sborsati in più. Per trovare i mutui più convenienti in assoluto, pare, occorre trasferirsi in Finlandia, dove i tassi sono di poco superiori all’1%. L’Irlanda, invece, è messa peggio di noi con oltre il 3%.

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