Piazza Affari tifa Padoan, ma per le banche le cose si complicano

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Luca Spoldi di Luca Spoldi5 dicembre 2016 | 16:39

PIAZZ AFFARI TIFA PADOAN – Piazza Affari non può dare incarichi di governo, ma se potesse lo darebbe in questo momento al ministro delle Economie e finanze, Pier Carlo Padoan. Secondo un report di Mediobanca, ad esempio, la possibilità di vedere un governo Padoan già la prossima settimana sarebbe “lo scenario più probabile” mentre l’esito referendario “uccide l’Italicum e richiede una nuova legge elettorale” e potrebbe essere nell’interesse di tutti “guadagnare tempo fino al 2018”, persino del Movimento 5 Stelle che “difficilmente è pronto a gestire un potenziale successo”.

MESSINA: REPUTAZIONE E’ PUNTO CHIAVE – Da parte sua il Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, segnala come ci sia “bisogno di una persona con una significativa reputazione con gli investitori, la Commissione, la comunità”, aggiungendo: “Padoan è assolutamente la persona giusta a mio avviso” perché “la reputazione è il punto chiave si successo se vuoi guidare un paese nel quale stai accelerando sulle riforme”. Il nome di Padoan sembra piacere anche a Goldman Sachs, secondo cui si potrebbe assistere al varo di un governo sostenuto sostanzialmente dalla maggioranza che finora aveva spalleggiato il premier fiorentino, anche se quanto accaduto alzi dal 20% al 25% le probabilità di elezioni anticipate nel corso del prossimo anno.

GOLDMAN: BANCHE SUBIRANNO MAGGIORE INCERTEZZA – Tutto tranquillo, dunque, grazie anche alla discreta ma costante vigilanza della Bce per prevenire eccessivi rialzi dei rendimenti e degli spread sui titoli di stato italiani? Non completamente: ogni crisi ha un costo, e questa non fa eccezione. Così la banca d’affari americana nota come la vittoria ampia del “no” e le dimissioni di Renzi aumentino l’incertezza e la volatilità dei mercati e dunque, in ultima analisi, calino le possibilità che le soluzioni di mercato per rafforzare il sistema bancario italiano abbiano successo. Al contrario il nuovo scenario incrementerebbe la possibilità di un intervento straordinario dello stato, a partire da Mps. Quale possa essere questo intervento, però, Goldman Sachs non lo dice.


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