NPL Meeting 2016: ricetta made in Italy per la gestione dei crediti deteriorati

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di Finanza Operativa 19 Settembre 2016 | 13:15

A Venezia si è svolta la quinta edizione del NPL International Meeting, la più importante conferenza in Italia sul tema dei non-performing loans. Oltre 500 persone tra fondi di investimento, banche, servicer e altri professionisti del settore da tutto il mondo hanno preso parte alla giornata, fitta di discussioni e temi legati ai crediti deteriorati, che ha visto anche la partecipazione di Roberto Nicastro (Presidentte delle quattro “good banks”, Paolo Petrignani (Fondo Atlante), Davide Serra (Algebris) e Claudio Corsini (ex amministratore delegato di REV).

Oltre a questi, le tavole rotonde della giornata hanno visto l’intervento dei più importanti fondi europei e americani, protagonisti del mondo NPL: Arrow Global, Hoist Finance, Anacap, Blackstone, PRA, Cerberus, Kruk, e Lindorff. Presenti anche le banche, con Unicredit (Jose Brena) e Intesa Sanpaolo (Carlo Viola), le assicurazioni e le agenzie di rating (Cattolica, Generali, Moody’s e DBRS) e, infine, le piattaforme di scambio digitale di portafogli NPL inglesi e americane (Tdx, Debtx, Aspen).

“La risposta non è scontata da parte degli investitori” è il commento di Giovanni Bossi, AD di Banca IFIS. “Se anche i deal si quintuplicassero da oggi al 2017, i volumi non sarebbero sufficienti per risolvere il problema dei crediti deteriorati delle banche italiane. Serve salto di qualità nella gestione degli attivi deteriorati: la capacità finanziaria c’è, la volontà da parte degli investitori è connessa alla disponibilità degli istituti nel rendere trasparenti tali assets e a non essere intransigenti sui prezzi”.

Alla domanda “How to fill the gap” ovvero come accorciare la distanza tra prezzo d’acquisto e prezzo di vendita, i relatori hanno risposto con alcune indicazioni precise. Per colmare il gap servono:

  • investimenti in capacità di gestione di crediti deteriorati da parte delle banche
  • migliore qualità della documentazione e di segmentazione dei portafogli
  • riduzione dei tempi di recupero
  • miglioramento delle tecnologie per il recupero
  • maggiore pianificazione
  • creazione joint venture tra banche e strutture specializzate
  • riattivazione del mercato immobiliare

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