Fed e BoE, politiche divergenti

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di Finanza Operativa 21 Settembre 2016 | 10:30

A cura di Vincent Reinhart, Chief Economist di Standish Mellon AM e Howard Cunningham, Gestore reddito fisso, Newton IM
Yellen sotto pressione per stringere i tassi a dicembre. La prossima settimana, per l’ennesima volta, nonostante tutte le discussioni circa la necessità di rimuovere le politiche monetarie accomodanti, la Fed si riunirà in un meeting senza annunciare alcuna manovra concreta. La ragione è che la stretta monetaria deve essere strappata dalla Commissione a una Presidente riluttante: Janet Yellen acconsente, a volte, a mostrarsi disponibile a un aumento dei tassi perché ciò serve a tenere a bada i colleghi. Tuttavia ogni ritardo contribuisce a prolungare il periodo di tassi bassi, che permettono a Yellen di perseguire i propri obiettivi e di mettere alla prova i limiti massimi del tasso di impego sul mercato del lavoro statunitense.
Adesso, molti investitori e molti ufficiali della Fed sono stanchi di dibattiti cui non segue alcuna azione. Il Presidente Yellen può rinviare la stretta ancora per qualche tempo, ma non per sempre, soprattutto perché lei stessa ha più volte previsto almeno un rialzo dei tassi nel corso del 2016. Ci aspettiamo che questo avvenga nel meeting di dicembre, così che la Fed possa esaminare l’esito delle elezioni di novembre e prevedere gli sviluppi fiscali del 2017.
Se pure il leader della Banca Centrale preferirebbe rimandare per sempre la stretta, la prossima settimana i funzionari della Fed confermeranno almeno un rialzo dei tassi entro fine anno, limitando lo shock per i mercati quando questo verrà annunciato a dicembre, e mettendo sotto pressione il Presidente perché agisca senza ulteriori rinvii.
Bank of England: nessun taglio dei tassi fino al 2017? La decisione della Bank of England di mantenere invariati i tassi era ampiamente attesa dai mercati. Anche gli analisti che avevano già messo in conto un taglio dei tassi nel corso del 2016 non si aspettavano che avvenisse così presto, prospettando piuttosto i meeting di novembre o dicembre (salvo eventi imprevisti o un collasso improvviso dell’attività economica), quando saranno disponibili sia l’Inflation Report sia maggiori dati circa l’impatto del referendum per la Brexit.
Un taglio dei tassi in Inghilterra prima della fine dell’anno è ancora possibile; di fatto, la maggior parte dei membri della Monetary Policy Committee (MPC) ha ribadito che, se l’economia dovesse evolversi in linea con le previsioni di agosto, ci si potrebbe aspettare una lieve riduzione – pari forse allo 0,125% o allo 0,10%. Tuttavia, la MPC ha anche evidenziato come i dati macroeconomici siano leggermente più solidi rispetto alle previsioni. Questo suggerisce che un taglio dei tassi sia ancora possibile, ma meno plausibile. I mercati sembrano essere giunti alla stessa conclusione: le valutazioni odierne implicano una probabilità inferiore al 30% di un taglio entro il meeting del 15 dicembre, mentre ad agosto la stessa probabilità era stimata al 40%.
I rendimenti a cinque anni dei gilt hanno toccato il minimo allo 0,13% il 10 di agosto, per poi risalire allo 0,3%. Tuttavia, il tono accomodante della MPC, che non esclude la probabilità di un taglio dei tassi nel 2016, è stato sufficiente a spingere al ribasso i rendimenti di 3 punti base subito dopo l’annuncio.
Se i dati continueranno a sorprendere al rialzo, e l’effetto degli stimoli monetari in atto continuerà a sostenere l’economia, è probabile che l’opinione di consensus si orienti verso uno scenario privo di tagli dei tassi. La BoE potrebbe quindi rimandare le nuove misure sino al primo trimestre del 2017, quando verrà finalmente invocato l’Articolo 50
 

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