Immobiliare: italiani in difficoltà tra rate del mutuo e affitti

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di Finanza Operativa 27 Settembre 2016 | 10:30

La quinta edizione dell’Indagine Internazionale ING “Case e Mutui” – svolta su un campione di circa 15.000 individui di 15 paesi tra Europa, Stati Uniti e Australia – ha analizzato le percezioni delle persone rispetto alle case in relazione a tre dimensioni: livello dei prezzi, capacità di far fronte ai bisogni abitativi e soddisfazione rispetto alla propria situazione.

In Italia, il 37% degli individui intervistati crede che nei prossimi 12 mesi i prezzi delle case saranno in salita, contro una media europea del 56%, il dato più basso tra i paesi interessati dalla rilevazione, anche se l’andamento segna un incremento del 4% rispetto al 2015.  Nonostante un trend leggermente positivo, gli italiani rimangono dunque i meno fiduciosi in Europa sulla crescita dei prezzi delle case, seguiti da Polonia, Francia, Spagna, Repubblica Ceca e Romania.

Ciò nonostante, quasi la metà degli intervistati in Italia crede ancora che i prezzi delle case non possano crollare, a fronte di una media europea del 42%. Il paese con la variazione più sensibile rispetto al 2015 è invece la Gran Bretagna dove la percentuale di coloro che si attendono un rialzo dei prezzi passa dal 70% del 2015 al 57% del 2016 (-13%), dato su cui pesa probabilmente l’effetto della Brexit.

L’indagine ha evidenziato anche altri aspetti degni di nota: agli intervistati è stato chiesto quanto la situazione del mercato immobiliare impatti sulle scelte di vita. E’ emerso che in Italia il 29% del campione dichiara di non potersi permettere di andare a vivere da solo, in linea col dato europeo. Il 20% afferma invece di rimandare la decisione di avere figli anche a causa delle condizioni abitative, contro la media europea del 16% mentre il 15% si vede costretto a rinviare il momento della pensione, a fronte di una media del 12%.

Gli intervistati si sono espressi anche rispetto ai fattori che avrebbero la maggiore incidenza sul prezzo delle abitazioni: al primo posto troviamo il fisco, citato dal 22% degli italiani intervistati, dato doppio rispetto alla media europea dell’11% e pari solo a quello della Spagna.

Rispetto al 2015, che aveva registrato un miglioramento su questo fronte, gli italiani sembrano incontrare maggiori difficoltà nel far fronte alle rate del muto o dell’affitto: il 27% di chi ha un mutuo dichiara di fare fatica a gestire le spese per la rata mentre è il 38% degli affittuari a dichiarare di avere difficoltà a far fronte al canone mensile. In entrambi i casi, gli italiani mostrano comunque di avere più problemi rispetto al resto d’Europa, dove solo il 26% dei mutuatari ed il 24% degli affittuari segnalano difficoltà nel far fronte agli impegni mensili.

Complessivamente, gli italiani risultano essere tra i meno soddisfatti rispetto alla propria situazione abitativa: solo il 68% dei proprietari di casa (contro una media del 77%) si dichiara contenta della propria situazione abitativa, percentuale che scende al 52% (contro una media del 57%) per chi vive in affitto.

 

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