Australia e Nuova Zelanda, coraggio sui tassi!

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di Redazione 3 Dicembre 2008 | 08:45
La notizia del giorno è la riduzione di 100 basis point da parte della Banca Centrale australiana con i tassi di riferimento che a questo punto hanno raggiunto il 4.25% Altrettanto farà domani la Banca Centrale neozelandese che potrebbe, secondo alcune voci, essere ancora più aggressiva e portare i tassi dal 6.25% attuali al 4.75%.

Le riduzioni sono state decise da tempo e i rapporti di cambio ne hanno già ampiamente risentito da qualche mese. Sia il dollaro australiano, sia quello neozelandese, restano sotto pressione anche se molto probabilmente per il principio del “sell on news and buy on rumors”, dovremmo attenderci una ripresa nel breve termine.

EurAud daily

Il cambio Euraud ha evidenziato negli ultimi mesi la caduta del dollaro australiano, non la salita dell’Euro, anche se in fondo è la stessa cosa, perché il movimento è esclusivamente legato alla caduta di AudUsd, che è stata più violenta e importante di quella di Eurusd che invece è stata frenata dal fatto che la Bce non è stata altrettanto aggressiva nel taglio dei tassi. Data la condizione di ipervenduto di medio periodo di Audusd sembrerebbe logico pensare ad un ridimensionamento di EurAud proprio per il fatto che l’asimmetria temporale tra i due cambi originali (AudUsd sceso molto ed Eurusd sceso meno) tenderà lentamente a ridimensionarsi, cioè AudUsd tenderà a riprendersi o perlomeno a rimanere stabile, mentre Eurusd salirà meno e avrà maggiori probabilità di discesa.
Pertanto al di la del fatto che tecnicamente siamo in un triangolo che si chiude come si evince dall’analisi tecnica, riteniamo che ai livelli attuali e vicino alle resistenze cruciali di 2.02 e 2.05 si potrebbe ancora pensare di comprare dollari per sfruttare comunque un differenziale di tasso che resta favorevole al dollaro australiano, anche se solo dell’1% (ma probabilmente dell’1.5% in quanto la Bce è anch’essa attesa ad una riduzione del costo del denaro di 50 basis point).
Lo stesso discorso, ma forse ancor più evidente, si potrebbe fare per EurNzd che ha continuato a salire imperterrito e che potrebbe, come evidenziato da grafico, salire fino a 2.4250 prima di dare finalmente segnali di inversione.

EurNzd daily


Il grafico infatti mostra il canale di regressione lineare che dovrebbe consentire ai prezzi di raggiungere la parte superiore che passa in area 2.4250. In quest’area potrebbero formarsi importanti divergenze ribassiste che darebbero finalmente dei segnali di ribasso per la moneta unica.
Il tutto non dovrebbe significare necessariamente un ribasso di Eurusd (ricordiamo che EurNzd si ottiene dalla divisione di Eurusd e NzdUsd, ovvero i due cambi originali), ma probabilmente da una reazione normale e dovuta di NzdUsd che ha raggiunto dei livelli di medio periodo estremamente interessanti, come mostriamo nel seguente grafico.

NzdUsd daily

Al di là del fatto che la maggior parte degli analisti considera il delevereging di posizioni ad alto tasso ancora in atto, anche considerando che la Nuova Zelanda porterà i tassi al 5%, con un riduzione del 3% solo rispetto a 6 mesi orsono, cominciare a lavorare per il medio termine cercando ci acquistare qualche posizione a favore di tasso su cross come AudYen e NzdYen non ci pare una follia, anzi. Le maggiori opportunità solitamente nascono quando nessuno ci crede più, anche se la leva finanziaria di una operazione del genere dovrebbe rimanere estremamente contenuta (massimo leva 1 per intenderci) proprio perché i colpi di coda di questa crisi non si fanno mai attendere troppo, specialmente in questo periodo, in cui, a causa delle festività natalizie, la liquidità potrebbe diminuire ancora drasticamente.
Ma i grafici di quello che abbiamo suggerito sono quelli che mostriamo qui di seguito, grafici che si commentano da sé.


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