Gli effetti delle politiche populiste sugli investimenti

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di Finanza Operativa 29 Settembre 2016 | 12:00

A cura di Etf Securities

Utilizzando l‘indice Palma che misura la divergenza tra il 10% della popolazione che guadagna di più e il 40% della popolazione con il reddito più basso, abbiamo riscontrato una forte correlazione con i bilanci delle banche centrali che hanno stampato moneta. Più aumenta la quantità di moneta in circolazione più l’indice Palma della disuguaglianza tende a crescere. L’indice Palma è anche correlato ai voti dei partiti che approfittano di queste divergenze per proporre soluzioni restrittive sull’afflusso di persone e sui dazi doganali.

La correlazione tra base monetaria in espansione e protezionismo è stata già verificata da decenni anche nell’America Latina. In Europa l’ascesa di questi partiti potrebbe elevare il tasso di incertezza e instabilità politica. La quantità di moneta stampata potrebbe quindi avere un effetto distorsivo alle elezioni verso i partiti non-liberali o meglio “populisti” come definiti da autorevoli politologi.

Uno scenario di questo genere potrebbe indurre il mercato a investire verso azioni difensive, inflation linked bonds, metalli preziosi e infrastrutture. Queste classi di attivo potrebbero beneficiare più di ogni altra del mix di politica monetaria espansiva e politica economica.

Lo scenario dei primi otto mesi del 2016 costituito da notevoli afflussi di oro negli ETC ed un debolissimo mercato azionario e obbligazionario ricorda molto lo scenario del 2008. Nonostante i prezzi allettanti credo sia importante tenersi lontano dai titoli finanziari, in particolare dalle banche europee.

Oro Confermiamo un target price di 1510 dollari per oncia a giudicare anche dal prezzo delle società aurifere che hanno multipli su quei livelli.

Petrolio Rimane l’eccesso di offerta. Riteniamo che sia utile muoversi su un ampio range sul wti da 40$ a 50 dollari ‎al barile. Riteniamo che le riunioni di Vienna e Algeri dei paesi OPEC non convinceranno i paesi produttori a ridurre l’eccedente produzione di greggio. Al contrario l’Iran sembra intenzionato a continuare a produrre sopra le attese e stimiamo che il break even medio delle società americane che estraggono petrolio dalle rocce scisto sia sceso a 40 dollari al barile.

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