Citigroup – Opa a 0,10 dollari dai pirati somali

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Avatar di Marco Mairate 3 Dicembre 2008 | 15:32
Problemi risolti per Citigroup. La banca simbolo del ‘credit crunch’ sarebbe nel mirino di un nuovo gruppo di investitori medio-orientali disposti a comprare ‘tutto il pacchetto’ in contanti. L’offerta (pari a 0,10 dollari per azione) arriva dai Pirati della Somalia, ormai conosciuti in tutto il mondo per aver messo a ferro e fuoco le acque del golfo di Aden.

Secondo un comunicato diffuso dal leader dei miliziani, l’acquisto verrà finanziato parte a debito e parte grazie alla liquidità incassata dall’attività di sequestro-riscatto-liberazione delle decine di navi cadute nelle mani dei moderni pirati.

Tra le ultime conquiste, una petroliera di 330 metri battente bandiera dell’Arabia Saudita contenente un carico di greggio da 100 milioni di dollari (nella foto la gigantesca prua della petroliera saudita Sirius Star). Questi e altri ‘colpi’ avrebbero portato nelle casse dei pirati centinaia di milioni di dollari, molto più di quanto abbiano fatto blasonate banche di investimento guidate da top manager strapagati.

Sugule Ali, il portavoce dei pirati, ieri ha detto che i negoziati sono a buon punto: ”Capisco che il prezzo offerto possa non piacere a molti ma non siamo entrati nel business per pagare. Gli azionisti devono consolarsi del fatto che almeno abbiamo offerto qualcosa” ha detto sarcastico Ali.

Altri dettagli ‘fantasiosi’ riportano che l’operazione di acquisto verrà finanziata attraverso l’emissione di nuovi titoli Pirate Ransom Backed Securities. Titoli a loro volta finanziati tramite le future attività ‘core’ del gruppo nel golfo di Aden. Massima tranquillità anche per gli attuali investitori che potranno contare sul giudizio AAA emesso dalle principali società di rating.

Ma cosa se ne fa un manipolo di uomini di una banca coem Citigroup?

La risposta arriva dal ministro degli Esteri del Kenya, Moses Wetangula, secondo il quale i pirati somali hanno ricevuto almeno 150 milioni di dollari come riscatto per i sequestri compiuti nell’ultimo anno. Il Ministro ha anche lanciato un appello agli armatori a non pagare più alcuna somma di denaro per le loro navi sequestrate al largo delle coste della Somalia. “Stando alle nostre informazioni, negli ultimi 12 mesi, sono stati pagati riscatti per oltre 150 milioni di dollari a questi criminali ed è per questo che stanno diventando più audaci nelle loro attività”, ha commentato Wetangula. Il colpo più importante i corsari somali lo hanno messo a segno qualche settimana fa, catturando la superpetroliera saudita con oltre 100 milioni di dollari di petrolio a bordo.

Ubu Kalid Shandu
, leader dei pirati ha così spiegato le vere motivazioni dell’offerta: “Abbiamo bisogno di una banca che possa custodire i nostri capitali. Fortunatamente la crisi finanziaria attuale ci permette di comprare Citigroup ad una valutazione molto interessante……..il piano TARP inoltre ci darà una mano a far crescere il business molto più velocemente. Non chiamateci pirati – ha proseguito Shandu – noi siamo dei semplici guardia costa e questo progetto ci darà la possibilità di espandere ulteriormente il nostro controllo”.

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