Boe e Bce, tocca a voi!

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di Redazione 4 Dicembre 2008 | 08:50
Non c’è tregua ! Questo è il commento che sorge spontaneo ogni mattina, svegliandoci e andando in ufficio ad osservare gli andamenti di mercato. Nulla riesce a fermare lo tsunami composto da pessimismo verso il futuro, dati macro sempre più in declino, necessità da parte delle Banche Centrali di ridurre ancora i tassi di interesse nella speranza di arginare la devastazione di questa ondata che pare essere inarrestabile.

Partiamo dagli Stati Uniti, dove il dato sull’Ism dei servizi è sceso a 37 rispetto ad un consensus di 42. La componente dell’occupazione è scesa ai minimi storici e la lettura che gli economisti danno è che avrà certamente dei riflessi anche sui payrolls di domani, attesi già in calo di 325 mila unità. A questo punto però il consensus si sta spostando verso un numero ancora peggiore, anche se il dato anticipatore, L’adp uscito ieri pomeriggio, sembrerebbe invece confermare il consensus originale. Staremo a vedere, certo è che sta emergendo nelle sedi che contano la necessità di fare un aggiustamento ulteriore al piano di salvataggio varato dalla Fed e dal Tesoro qualche settimana orsono, l’ormai famoso Tarp. Agli occhi dei poveri mortali come noi appaiono solo come numeri in aumento, si fa fatica solo ad immaginare cosa siano 360 miliardi di dollari di piano che potrebbero arrivare facilmente a 400 o 450 in questa nuova fase.
Ebbene in altri momenti una situazione del genere avrebbe causato il collasso del dollaro, la caduta contro Euro verso quei livelli che sembrano far parte di un mondo di fantascienza, o meglio, fantacambi, ovvero 2 dollari per 1 Euro, etc etc. Ed invece il dollaro magicamente sale, in una sorta di ripresa che pare invece come l’inizio di una debolezza strutturale delle valute che per anni lo hanno schiacciato, a cominciare dall’Euro ma senza dimenticare la sterlina, il dollaro australiano, il dollaro neozelandese, il dollaro canadese e via dicendo. In Europa ci si attende una riduzione del costo del denaro, oggi, ma sappiamo anche che questo taglio sarà timido, non paragonabile a quelli a cui stiamo assistendo in questi giorni.
La Rbnz, ovvero la Banca Centrale Neozelandese ha avuto coraggio tagliando questa notte di 150 basis point e portando i tassi al 5%, affermando che ulteriori tagli sono possibili, così come la Boe, sempre oggi taglierà di 100 punti base con i tassi che scenderanno, udite udite , al 2%, che in Gran Bretagna è un livello mai visto prima. La ripresa, come al solito, verrà prima in quei paesi che oggi hanno avuto coraggio ! E il mercato presto se ne accorgerà, anche se oggi parrebbe il contrario.

GpbUsd daily

La sterlina rimane in assoluto la divisa più debole del panorama valutario e il grafico evidenzia la possibile presenza di un doppio minimo che potrebbe portare alla presenza di divergenze rialziste importanti che però ancora necessitano di conferme per essere evidenti.
A nostro avviso non siamo lontani da una possibile inversione, e questa potrebbe essere rappresentata dalla discesa ulteriore dei tassi che confermerebbe una forte volontà di aiutare l’economia a riprendersi più in fretta che altrove.


Certamente il Cable ha raggiunto livelli interessanti anche se non si esclude addirittura un test dei minimi di 1.3850 che visto quello che succede, non si deve escludere a priori. Il livello fu raggiunto nel 2001 quando l’Eurusd fece i minimi in area 0.8225. Il tutto parrebbe normale se anche l’Eurusd fosse sui minimi, ma quest’ultimo si trova ben al di sopra, per cui ci si rende conto che l’asimmetria temporale e la de correlazione improvvisa tra i due cambi originali dipende proprio dal cross EurGbp che continua a salire imperterrito.
Altri rapporti di cambio da osservare sono i cross dello Yen che, proprio grazie al fatto che i tassi scendono dappertutto vicino a quelli giapponese che sotto zero non possono evidentemente andare, proseguono nella loro caduta, dapprima veloce e ora costante e lenta.
Quando finirà la caduta dei carry trades? Quando le Banche Centrali degli paesi a valuta ad ex alti tassi ci diranno che hanno finito di ridurre il costo del denaro e ci diranno che da quel punto in poi i tassi saranno accomodanti per poter ridare fiato alla crescita. Da quel momento il focus si sposterà dal terrore verso ulteriori cadute ad un interesse perché tali cambi sonno su livelli assai interessanti.

GbpJpy weekly

Il cambio GbpJpy è sicuramente quello che rispecchia meglio questa crisi, un crollo inarrestabile al di sotto dei minimi storici del 2001, ben al di sotto. Un rimbalzo sarebbe più che dovuto, ma aspettiamo ancora anche una stabilizzazione. Stesso discorso vale per NzdJpy, AudJpy, e meno per EurJpy, che grazie alla tenuta generale dell’Euro sul dollaro rispetto a quanto non abbiano fatto le valute concorrenti, ha secondo noi ancora spazio per una discesa verso 11°, prima di un rimbalzo significativo.


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